La rizoartrosi, o artrosi trapezio-metacarpale, è una degenerazione cronica che colpisce l’articolazione nel polso alla base del pollice, affliggendo ogni anno l’8-12% della popolazione e arrivando al 30-40% nelle donne in menopausa1-2. La sua insorgenza può essere traumatica o conseguente a stress ripetuti nell’ambito di attività lavorative, sportive o ricreative. I principali sintomi sono dolore e impotenza funzionale.
La diagnosi si basa sull’esame clinico e su quello radiologico, nonché sull’esclusione di altre patologie a sintomatologia simile quali la tenosinovite stenosante di De Quervain, il pollice a scatto, l’artrosi radio-scafoidea, la frattura dello scafoide, la lesione del legamento collaterale ulnare del pollice con instabilità metacarpo-falangea.
La terapia prevede innanzitutto un trattamento conservativo con approccio multimodale comprendente terapia manuale (mobilizzazioni articolari passive3 e tecniche di neurodinamica4), esercizio terapeutico5, educazione del paziente, utilizzo di tutori e terapia farmacologica.
Come elettromedicale di terapia fisica solitamente viene prescritta, dagli specialisti in ortopedia e fisiatria, la tecarterapia.
Solo al fallimento del trattamento conservativo si considererà l’intervento chirurgico.
a cura del dott. Andrea Secchi – fisioterapista.
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