Le fratture dell’astragalo non sono tutte uguali e rappresentano una sfida diagnostica e terapeutica sia per il medico che per il fisioterapista. Comprenderne caratteristiche, rischi e implicazioni è fondamentale per gestire al meglio il percorso di recupero.
L’astragalo è il secondo osso più voluminoso del piede, con un ruolo centrale nella biomeccanica della caviglia. Collega tibia, perone e calcagno, permettendo i movimenti di carico e rotazione.
La sua particolarità?
È dotato di una vascolarizzazione terminale fornita dai rami dell’arteria tibiale anteriore e posteriore. Questo significa che la sua capacità di ricevere sangue è limitata, e di conseguenza una frattura può portare a ritardi di guarigione o a complicanze come la necrosi.
A differenza di altre fratture, quelle dell’astragalo:
Per questo motivo, la gestione fisioterapica deve essere particolarmente accurata e personalizzata.
Le fratture di astragalo si classificano principalmente in tre tipologie:
Secondo Grassi, Pazzaglia, Pilato e Zatti (Manuale di Ortopedia e Traumatologia, 2021), le fratture del collo dell’astragalo rappresentano le più gravi e complesse da trattare.
Il percorso riabilitativo dopo una frattura di astragalo è complesso e delicato. La ridotta vascolarizzazione di questo osso rende la guarigione più lenta rispetto ad altre fratture, perciò è fondamentale un approccio fisioterapico mirato e progressivo.
Dopo settimane di immobilizzazione, la caviglia tende a diventare rigida.
Il fisioterapista interviene con:
Oltre agli esercizi riabilitativi e al lavoro manuale, la fisioterapia post-frattura di astragalo può essere supportata dall’utilizzo di elettromedicali avanzati, che favoriscono il recupero e riducono i tempi di guarigione:
L’integrazione di queste terapie nel percorso fisioterapico, sempre personalizzato e supervisionato, aiuta a ottimizzare i risultati, ridurre i sintomi residui e migliorare la qualità del recupero.
La perdita di tono muscolare è inevitabile dopo un lungo periodo di scarico.
Il lavoro fisioterapico si concentra su:
Le fratture di astragalo alterano la stabilità della caviglia.
Per questo il fisioterapista utilizza:
Un aspetto cruciale è la sorveglianza clinica. Il fisioterapista, lavorando in sinergia con l’ortopedico, osserva:
Il recupero ottimale richiede la collaborazione tra diversi professionisti:
In sintesi, la fisioterapia post-frattura di astragalo non si limita al “tornare a camminare”, ma ha l’obiettivo più ampio di restituire al paziente stabilità, sicurezza e funzionalità duratura, riducendo al minimo i rischi di complicanze e recidive.
Le fratture di astragalo non sono tutte uguali: la loro gravità varia in base alla sede e al tipo di compromissione. Tra tutte, le fratture del collo dell’astragalo rappresentano le più rischiose per la guarigione e la stabilità della caviglia.
Alla FisioClinic del Centro Colombo Genova ci occupiamo della riabilitazione post-frattura con protocolli personalizzati, strumenti avanzati e un approccio basato sulle più recenti evidenze scientifiche.
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