
La frattura dell'epifisi distale del radio comunemente chiamata frattura del polso, rappresenta una delle lesioni ossee più frequenti in assoluto. Coinvolge la porzione terminale del radio, il principale osso dell'avambraccio, situata immediatamente prima dell'articolazione del polso.
Si tratta di una frattura particolarmente comune sia nella popolazione anziana, a causa della fragilità ossea legata all'osteoporosi, sia nei giovani sportivi e nei lavoratori esposti a traumi ad alta energia.
Un corretto percorso terapeutico e riabilitativo è fondamentale per recuperare mobilità, forza e funzionalità della mano, evitando rigidità permanenti e limitazioni nelle attività quotidiane.
L'articolazione del polso è una struttura estremamente complessa costituita dall'interazione tra:
Il radio distale svolge un ruolo fondamentale nella trasmissione delle forze tra mano e avambraccio e consente movimenti essenziali come:
Una frattura in questa sede può quindi compromettere significativamente la funzionalità dell'intero arto superiore.
La causa più frequente è la caduta in avanti con appoggio della mano aperta e del polso in estensione.
Nelle persone sopra i 65 anni la frattura è spesso associata a:
Anche un trauma apparentemente lieve può provocare la frattura.
Le cause più frequenti comprendono:
In questi casi il trauma è generalmente ad alta energia e può determinare fratture più complesse.
I sinotmi compaiono generalmente immediatamenti dopo il trauma
Il dolore è acuto, localizzato sul polso e aumenta con qualsiasi tentativo di movimento.
Il polso appare tumefatto e può aumentare rapidamente di volume nelle ore successive al trauma.
La comparsa di ecchimosi o lividi è molto frequente e può estendersi alla mano e alle dita.
Nelle fratture scomposte può comparire la tipica deformità:
Si tratta di un segno clinico altamente suggestivo.
Il paziente presenta difficoltà o impossibilità a:
In alcuni casi il gonfiore può provocare una compressione del nervo mediano con:
Una diagnosi precoce e accurata permette di impostare il trattamento più appropriato.
L'ortopedico esegue:
Presso FisioClinic del Centro Colombo Genova è possibile effettuare visite ortopediche specialistiche con il dott. Alessandro Grondona.
La radiografia in proiezione antero-posteriore e laterale rappresenta l'esame diagnostico di riferimento.
Permette di valutare:
La TAC viene prescritta nei casi più complessi per studiare nel dettaglio:
L'obiettivo principale è ripristinare il corretto allineamento osseo e favorire una guarigione anatomica ottimale.
Indicato nelle fratture:
Prevede:
L'immobilizzazione dura generalmente tra 4 e 6 settimane.
Necessario nelle fratture:
Le tecniche più utilizzate comprendono:
L'intervento consente una maggiore stabilità e spesso un recupero funzionale più rapido.
Terminata la fase acuta, il fisiatra valuta lo stato clinico del paziente e definisce il programma riabilitativo.
Presso FisioClinic del Centro Colombo Genova è possibile effettuare visite fisiatriche specialistiche con il dott. Vittorio Anfossi e il dott. Andrea Bertulessi.
La visita fisiatrica consente di:
In casi selezionati possono essere prescritte terapie fisiche strumentali come la magnetoterapia CEMP per supportare il processo di guarigione.
La fisioterapia rappresenta una fase fondamentale del recupero.
Senza una riabilitazione adeguata possono persistere:
Anche durante il periodo con gesso o tutore è importante mantenere attive le articolazioni non coinvolte.
Gli esercizi comprendono:
Dopo la rimozione del gesso inizia il recupero articolare.
Gli obiettivi sono:
Il fisioterapista utilizza tecniche specifiche per:
Vengono progressivamente recuperati:
Successivamente vengono introdotti:
L'ultima fase è dedicata al recupero delle attività lavorative, sportive e ricreative
Nei pazienti sportivi il programma viene personalizzato per consentire un ritorno graduale e sicuro all'attività
Presso FisioClinic del Centro Colombo Genova il recupero della frattura del polso viene gestito attraverso un approccio multidisciplinare che coinvolge ortopedico, fisiatra e fisioterapista.
Il percorso riabilitativo può essere seguito dal dott. Andrea Motta, dalla dott.ssa Francesca Tofani, dal dott. Andrea Secchi e dalla dott.ssa Eleonora Pozzo, con programmi personalizzati finalizzati al recupero della mobilità, della forza e della piena funzionalità dell'arto superiore.
La consolidazione ossea richiede generalmente 4-6 settimane, mentre il recupero funzionale completo può richiedere da 2 a 6 mesi a seconda della gravità della lesione.
Sì. La fisioterapia è fondamentale per recuperare mobilità, forza e coordinazione, riducendo il rischio di rigidità permanenti.
Dipende dalla stabilità della frattura e dal recupero funzionale. Generalmente è consigliabile attendere la rimozione del tutore e il recupero di una buona forza di presa.
Sì. La rigidità è molto frequente e rappresenta una delle principali indicazioni alla fisioterapia.
Se trattata correttamente e seguita da un adeguato percorso riabilitativo, nella maggior parte dei casi è possibile ottenere un recupero molto soddisfacente della funzione.
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