Quando un paziente si presenta in studio con mal di schiena (Low Back Pain – LBP), il primo passo per il fisioterapista è identificare la natura del dolore.
In termini clinici, il dolore lombare può essere suddiviso in due categorie principali:
Nel caso del dolore aspecifico, l’approccio terapeutico è definito impairment-based, ovvero orientato all’individuazione e al trattamento delle limitazioni funzionali.
Per farlo, è fondamentale disporre di strumenti clinici affidabili in grado di quantificare la mobilità e di monitorare i progressi durante la riabilitazione.
Uno dei test più utilizzati a questo scopo è il Test di Schober.
Il Test di Schober è una valutazione clinica che misura la mobilità della colonna lombare durante il movimento di flessione anteriore.
L’obiettivo è individuare eventuali riduzioni del range of motion (ROM), cioè dell’escursione articolare complessiva della zona lombare.
Il principio del test è semplice: il fisioterapista segna due punti di riferimento sulla schiena del paziente e, utilizzando un metro, misura l’aumento della distanza tra i punti a inizio e fine movimento.
Questa variazione consente di quantificare l’ampiezza del movimento lombare e di monitorarne eventuali limitazioni.
Esistono due principali versioni del test:
Nella versione originale, il terapista individua lo spazio intersomatico tra L5 e S1, segnando un punto 10 cm sopra questa linea.
Tuttavia, la difficoltà nel localizzare con precisione questo punto anatomico ha portato a una revisione della metodica.
Il Test di Schober modificato è oggi la procedura di riferimento.
La sua esecuzione prevede i seguenti passaggi:
Il test consente di valutare in modo oggettivo la flessibilità della colonna lombare.
Una distanza inferiore a 5 cm tra i due punti a fine movimento è indicativa di una restrizione di mobilità.
La gravità della limitazione può essere così interpretata:
Negli studi clinici, il Test di Schober classico mostra una sensibilità compresa tra il 68% e l’80% e una specificità tra il 36% e il 47% (Taheri et al., 2024).
Il Test di Schober modificato, invece, ha dimostrato una elevata affidabilità intra-operatore, con un coefficiente di correlazione intraclasse (ICC) pari a 0,95 e una correlazione con l’esame radiografico di 0,67 (Tousignant et al., 2005).
Il minimo cambiamento misurabile (MDC) è di circa 1 cm, valore che rende il test un efficace strumento di confronto durante il percorso riabilitativo.
Il Test di Schober modificato rappresenta uno strumento utile, economico e facilmente ripetibile per la valutazione della mobilità lombare complessiva.
Pur non consentendo di analizzare i singoli segmenti vertebrali, offre un parametro affidabile per:
Il Test di Schober modificato è uno strumento semplice ma di grande valore clinico, in grado di fornire al fisioterapista informazioni utili per impostare un trattamento mirato e misurabile.
Nell’ambito della riabilitazione del mal di schiena, consente di quantificare la mobilità, monitorare l’efficacia del percorso terapeutico e migliorare la qualità della valutazione fisioterapica.
Presso la FisioClinic – Centro Colombo Genova,, ogni percorso di riabilitazione parte da una valutazione oggettiva e personalizzata, basata su evidenze scientifiche e su una costante attenzione alla precisione clinica.
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