La tendinopatia calcifica della spalla è una delle cause più comuni di dolore acuto e cronico a carico della cuffia dei rotatori. Coinvolge soprattutto il tendine del sovraspinato ed è caratterizzata dalla formazione di depositi di calcio intratendinei (idrossiapatite).
È una condizione particolarmente diffusa tra i 30 e i 60 anni, con una maggiore prevalenza nel sesso femminile.
Molti pazienti arrivano in FisioClinic con domande ricorrenti:
“La calcificazione va tolta?”
“Può sparire da sola?”
“Come capire se è una semplice tendinite o qualcosa di più?”
La risposta dipende dalla fase di evoluzione della calcificazione, dalla consistenza, dalla sede e dall’intensità dei sintomi.
In questa guida analizziamo in modo chiaro e completo cause, sintomi, diagnosi e trattamenti, secondo le più recenti evidenze scientifiche e l’esperienza clinica del Dott. Matteo Boldini.
La tendinopatia calcifica – nota anche come tendinite calcifica – è una patologia caratterizzata dall’accumulo di cristalli di calcio nei tendini della cuffia dei rotatori.
L’area più colpita è il tendine del sovraspinato, ma possono essere coinvolti anche:
Il dolore deriva dall’infiammazione e dall’ipossia tendinea, non dal calcio in sé.
La malattia evolve in tre fasi precise:
Capire la fase è fondamentale per scegliere il trattamento corretto.
La tendinopatia calcifica è sintomatica soltanto nel 40% dei casi.
I sintomi più comuni includono:
In fase di riassorbimento il dolore può essere molto intenso, simulando un attacco di spalla congelata o una borsite calcifica.
Le cause non sono ancora completamente chiarite. I fattori più riconosciuti sono:
Questo spiega perché molti pazienti sviluppano calcificazioni senza un trauma evidente.
La diagnosi precisa richiede:
Valutazione del dolore, dei movimenti, della forza e dei segni clinici tipici della cuffia da parte di un medico specialista in medicina fisica e riabilitativa (fisiatra) o di medico specializzato in ortopedia e traumatologia.
-Primo esame utile
-Mostra chiaramente volume e posizione della calcificazione
Fondamentale per capire:
Indispensabile se si sospetta:
Il trattamento conservativo rappresenta la prima terapia e spesso è risolutivo.
Include:
Utili nelle fasi acute per ridurre il dolore.
Presso FisioClinic utilizziamo protocolli basati sulla più recente letteratura:
La terapia più efficace nella fase di formazione e riposo:
Nota:
Le onde d’urto non frammentano fisicamente le calcificazioni; favoriscono il processo biologico che le rende riassorbibili.
Utili in caso di:
La procedura più efficace nei casi selezionati.
Sotto guida ecografica si introducono due aghi sottili:
Non tutte le calcificazioni sono idonee:
serve una valutazione specialistica accurata.
La chirurgia è indicata solo se:
La procedura più efficace è l’artroscopia, che permette di:
La prognosi è ottima:
Presso la nostra clinica offriamo:
Prenota una visita con il Dott. Andrea Bertulessi e il Dott. Vittorio Anfossi
per una diagnosi precisa e un percorso terapeutico su misura.
La calcificazione può sparire da sola?
Sì, soprattutto in fase di riassorbimento.
Quanto dura il dolore?
Da settimane a mesi, a seconda della fase.
Meglio onde d’urto o litoclasia?
Dipende da fase, consistenza e sintomi.
Sì, ma è meno probabile dopo un trattamento completo.
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