Frozen Shoulder (Capsulite Adesiva): i 3 Quadri Clinici e Come Trattarla con Idrodistensione e Fisiokinesiterapia

Cos’è la Frozen Shoulder (Spalla Congelata)

La frozen shoulder, o capsulite adesiva, è una patologia caratterizzata da:

Colpisce più frequentemente soggetti tra i 40 e i 65 anni e può avere un impatto importante sulla qualità della vita.

Esistono Davvero 3 Fasi della Frozen Shoulder?

Tradizionalmente si parla di 3 fasi:

Tuttavia, nella pratica clinica reale, questa suddivisione:

Il Modello Moderno: Dolore vs Rigidità (Pain vs Stiffness Predominant)

Oggi il modello più utile è basato su:

e su cosa predomina:

Questo approccio permette di:

I 3 Livelli di Irritabilità nella Spalla Congelata

Alta irritabilità

Caratteristiche:

Interpretazione clinica:
Il sistema è fortemente infiammato e sensibile.

Irritabilità moderata

Caratteristiche:

Interpretazione:
Fase intermedia con equilibrio tra dolore e rigidità.

Bassa irritabilità

Caratteristiche:

Interpretazione:
Prevale la rigidità articolare.

Come Cambia il Trattamento in Base all’Irritabilità

Alta irritabilità: protezione e controllo del dolore

Supporto medico:

Irritabilità moderata: progressione controllata

Bassa irritabilità: recupero del movimento

Obiettivo: recupero completo del ROM.

Diagnosi e Trattamento della Frozen Shoulder a Genova – FisioClinic Centro Colombo

Presso la FisioClinic del Centro Colombo Genova, la gestione della spalla congelata è multidisciplinare e altamente specializzata.

Visita e diagnosi medica

I nostri fisiatri:

si occupano di:

Fisioterapia e Riabilitazione

Il percorso riabilitativo è seguito da:

con interventi basati su evidenze scientifiche:

Perché è Fondamentale un Approccio Corretto

Molti pazienti:

Risultato:

Verità clinica:
La frozen shoulder può durare anche 12–24 mesi se non trattata correttamente.

Quando Rivolgersi a uno Specialista

Prenota una valutazione se presenti:

Conclusione

La frozen shoulder non è semplicemente una patologia suddivisa in fasi, ma una condizione dinamica che richiede una valutazione basata sull’irritabilità e sulla predominanza di dolore o rigidità.

Un approccio integrato tra fisiatra e fisioterapista, come quello adottato alla FisioClinic del Centro Colombo, consente di:

Prenota la tua Visita Specialistica Fisiatrica, Ortopedica o una Seduta Fisioterapica!

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Onde d’Urto Focali (Focalizzate) per Spina Calcaneare: Perché Sono più Efficaci delle Radiali

Introduzione alla Spina Calcaneare: Cos’è e Perché Provoca Dolore

La spina calcaneare (o sperone calcaneare) è una formazione ossea che si sviluppa a livello del calcagno, spesso associata a infiammazione della fascia plantare (fascite plantare).

Non è sempre la calcificazione in sé a causare dolore, ma il processo infiammatorio e degenerativo dei tessuti circostanti.

I sintomi più comuni includono:


Onde d’Urto per Spina Calcaneare: Come Funzionano

Le onde d’urto extracorporee (ESWT) sono una terapia non invasiva che utilizza impulsi acustici ad alta energia per stimolare i processi biologici di guarigione.

Agiscono attraverso:


Perché le Onde d’Urto Focali sono Preferite Rispetto alle Radiali

Uno dei dubbi più frequenti riguarda la scelta tra onde d’urto focali e radiali.

Differenza principale


Maggiore profondità e precisione

Le onde d’urto focali permettono di raggiungere con precisione:

Questo è particolarmente importante nella spina calcaneare, dove il dolore è spesso localizzato in profondità.


Azione biologica più mirata

Le onde focali stimolano in modo più intenso:


Efficacia clinica nelle patologie profonde

Per condizioni come:

le onde d’urto focali sono generalmente considerate più efficaci rispetto alle radiali, proprio per la loro capacità di agire in profondità.


Attenzione: le Onde d’Urto non “Rompono” la Calcificazione

Un errore comune è pensare che le onde d’urto eliminino la spina calcaneare “frammentandola”.

In realtà:

Il loro effetto è biologico, non meccanico:
riduzione dell’infiammazione e stimolazione della guarigione dei tessuti.


Onde d’Urto Focali Storz Medical a Genova

Presso la FisioClinic del Centro Colombo Genova utilizziamo onde d’urto focali (focalizzate) Storz Medical, azienda leader a livello internazionale nel settore.

Questa tecnologia consente:


Quando Sono Indicate le Onde d’Urto per la Spina Calcaneare

Il trattamento è indicato in caso di:


Integrazione con la Fisioterapia

Le onde d’urto non sono una terapia isolata, ma parte di un percorso riabilitativo completo che può includere:

Questo approccio aumenta l’efficacia e riduce il rischio di recidive.


Quante Sedute sono Necessarie per Trattare la Spina Calcaneare?

Generalmente:

I tempi possono variare in base alla gravità del quadro clinico.


Onde d’Urto Focali o Radiali: Quale Scegliere Davvero?

Sintesi pratica:

Per la spina calcaneare, nella maggior parte dei casi, le onde d’urto focali rappresentano la scelta più efficace.


Prenota il Trattamento per Spina Calcaneare a Genova

Se soffri di dolore al tallone o sospetti una spina calcaneare, è importante intervenire con un trattamento mirato.

Presso la FisioClinic del Centro Colombo Genova è possibile effettuare un percorso personalizzato con onde d’urto focali.

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FAQ – Onde d’Urto e Spina Calcaneare

Le onde d’urto fanno male?

Il trattamento può risultare fastidioso ma è generalmente ben tollerato.


Dopo quante sedute si vedono i risultati?

Spesso si osserva un miglioramento già dopo le prime sedute.


Le onde d’urto eliminano la spina calcaneare?

No, non rimuovono la calcificazione ma riducono dolore e infiammazione.


Posso camminare dopo il trattamento?

Sì, ma è consigliato evitare sovraccarichi nelle ore successive.


Sono meglio le onde d’urto focali o radiali?

Per la spina calcaneare, le focali sono generalmente più efficaci perché agiscono in profondità.

Ruolo dell’Ecografia Muscolo-Scheletrica nella Valutazione Fisiatrica: Accuratezza Diagnostica e Supporto alla Pianificazione Terapeutica

Introduzione all’Ecografia Muscolo-Scheletrica nella Visita Fisiatrica

L’ecografia muscolo-scheletrica integrata nella visita fisiatrica, nota anche come ecofisiatria o Point-of-Care Ultrasound (POCUS), è una tecnica che consente di valutare in tempo reale tendini, muscoli, legamenti e articolazioni.

A differenza di altri esami, permette una diagnosi immediata durante la visita, senza tempi di attesa.

Presso la FisioClinic del Centro Colombo Genova, i fisiatri dott.
Vittorio Anfossi
 e dott. Andrea Bertulessi eseguono ecotomogragrafie muscolo-scheletriche direttamente durante la visita fisiatrica.


Quando Serve l’Ecografia Muscolo-Scheletrica?

L’ECG è indicata quando è necessario capire rapidamente la causa del dolore o della limitazione funzionale.

Può essere utile in caso di:

Questo consente di evitare esami non necessari e iniziare subito il trattamento.


Perché l’Ecografia Migliora la Visita Fisiatrica

Diagnosi immediata

L’ecotomografia permette di visualizzare direttamente le strutture muscolo-scheletriche e distinguere tra:

Questo riduce il ricorso a risonanza magnetica o TAC nei casi più semplici.


Valutazione dinamica

L’ECG consente di osservare muscoli e articolazioni durante il movimento.

Questo permette di individuare problematiche che non emergono con esami statici.


Infiltrazioni ecoguidate più precise

Durante infiltrazioni con acido ialuronico, cortisone o PRP, l’ecografia consente di:


Monitoraggio del recupero

L’ecografia permette di controllare nel tempo:


Ecografia o Risonanza Magnetica: Quale Scegliere?

Non sempre è necessario eseguire una risonanza magnetica.

Per molte patologie dei tessuti molli:

La risonanza resta indicata nei casi complessi o profondi.


Ecografia Muscolo-Scheletrica a Genova: a chi Rivolgersi

Se hai dolore persistente a muscoli o articolazioni, una visita fisiatrica con ecotomografiagrafia può permettere una diagnosi immediata e un trattamento mirato.

Presso la FisioClinic del Centro Colombo Genova, è possibile effettuare una valutazione completa con ecografia muscolo-scheletrica durante la visita.


Ecografia e Fisioterapia: Perché sono Complementari

Una diagnosi più precisa permette di impostare un trattamento fisioterapico mirato che può includere:

Questo migliora i risultati e riduce i tempi di recupero.


Prenota una Visita Fisiatrica con Ecografia a Genova

Se presenti dolore muscolare o articolare, una valutazione fisiatrica con ECG consente di individuare rapidamente la causa del problema.

Contatta la FisioClinic del Centro Colombo Genova per prenotare una visita con ecografia muscolo-scheletrica oppure clicca direttamente sul nome del fisiatra qui sotto!


FAQ – Ecografia muscolo-scheletrica

L’ecografia muscolo-scheletrica è dolorosa?

No, è un esame non invasivo e indolore.

Serve preparazione?

No, non è necessaria alcuna preparazione.

Quanto dura la visita?

Circa 40-60 minuti.

L’ecografia sostituisce la risonanza?

In molti casi sì, ma non sempre. Dipende dalla profondità e dalla complessità del problema.

Le infiltrazioni ecoguidate sono migliori?

Sì, perché permettono maggiore precisione e sicurezza.

Riabilitazione Respiratoria: Percorsi Fisioterapici per Dispnea, BPCO e Disfunzioni Ventilatorie

Introduzione alla Fisioterapia Respiratoria

La fisioterapia respiratoria è una branca della riabilitazione sempre più importante per il trattamento di pazienti con patologie polmonari croniche, esiti post-operatori e difficoltà respiratorie persistenti.

In ambito ambulatoriale, rappresenta un percorso terapeutico fondamentale per migliorare la funzionalità respiratoria, la capacità di esercizio e la qualità della vita, soprattutto nei pazienti in fase stabile o post-acuta.

Presso FisioClinic – Centro Colombo Genova, la riabilitazione respiratoria viene eseguita dalla dott.ssa Francesca Grosso, fisioterapista specializzata nella gestione delle problematiche respiratorie.


Cos’è la Fisioterapia Respiratoria

La fisioterapia respiratoria comprende un insieme di tecniche e strategie riabilitative finalizzate a:

È indicata sia in ambito preventivo sia nel trattamento di patologie croniche o condizioni post-acute.


Quando è Indicata?

La fisioterapia respiratoria ambulatoriale è particolarmente indicata per pazienti:


Patologie Trattate con Fisioterapia

Presso FisioClinic – Centro Colombo Genova, la riabilitazione respiratoria è indicata per numerose condizioni cliniche:

BPCO (Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva)

Programmi riabilitativi per migliorare la tolleranza allo sforzo e ridurre la dispnea.

Asma bronchiale cronico

Tecniche di controllo del respiro e gestione dell’iperventilazione.

Bronchiectasie

Tecniche di disostruzione bronchiale per favorire l’eliminazione del muco.

Fibrosi polmonare e malattie interstiziali

Esercizi per migliorare l’espansione toracica e lo scambio gassoso.

Esiti post-operatori (chirurgia toracica e addominale)

Prevenzione di complicanze respiratorie come atelettasie e riduzione della ventilazione.

Sindrome post-COVID (Long Covid)

Recupero della capacità respiratoria, riduzione della fatigue e miglioramento della performance fisica.

Disfunzioni respiratorie funzionali

Come iperventilazione, respiro disfunzionale o alterazioni del controllo respiratorio.

Pazienti anziani o fragili

Percorsi per contrastare il decondizionamento fisico e migliorare l’autonomia.


Tecniche di Fisioterapia  Utilizzate

La fisioterapia respiratoria prevede un approccio personalizzato basato sulle esigenze del paziente.

Le principali tecniche utilizzate includono:

Queste tecniche permettono di migliorare l’efficienza respiratoria e la qualità della vita del paziente.


L’importanza della Valutazione Specialistica

Prima di iniziare un percorso di fisioterapia respiratoria è fondamentale una valutazione specialistica pneumologica o fisiatrica, che consenta di:

La riabilitazione respiratoria non è standardizzata, ma deve essere costruita su misura per ogni paziente.


Fisioterapia Respiratoria a Genova: Dove Effettuarla?

Presso FisioClinic – Centro Colombo Genova, è possibile intraprendere percorsi di riabilitazione respiratoria ambulatoriale personalizzati, con l’obiettivo di migliorare la funzionalità respiratoria e la qualità della vita.

Le sedute vengono eseguite dalla:

Dott.ssa Francesca Grosso – Fisioterapista Specializzata nella Riabilitazione Respiratoria

FAQ – Fisioterapia Respiratoria a Genova

Cos’è la Fisioterapia Respiratoria?

La fisioterapia respiratoria è un insieme di tecniche riabilitative mirate a migliorare la funzione polmonare, facilitare la respirazione e ridurre la dispnea. Viene utilizzata per patologie come BPCO, asma, post-Covid e difficoltà respiratorie croniche.


Quando è Indicata la Fisioterapia Respiratoria?

È indicata in presenza di:

Può essere utile anche nei pazienti anziani o sedentari con ridotta capacità respiratoria.


La Fisioterapia Respiratoria Funziona Davvero?

Sì, numerose evidenze scientifiche dimostrano che la fisioterapia respiratoria migliora la tolleranza allo sforzo, riduce la dispnea e aumenta la qualità della vita, soprattutto nei pazienti con patologie croniche.

Attenzione però: funziona se è personalizzata e continuativa, non come trattamento occasionale.


Come si Svolge una Seduta di Riabilitazione Respiratoria?

Una seduta comprende:

Il programma viene adattato in base alla condizione clinica del paziente.


La Fisioterapia Respiratoria è Dolorosa?

No, è una terapia non invasiva e generalmente ben tollerata.
In alcuni casi può risultare impegnativa dal punto di vista respiratorio, ma sempre sotto controllo del fisioterapista.


Quanto Dura un Percorso di Fisioterapia Respiratoria?

La durata varia in base alla patologia e agli obiettivi:

Il miglioramento è progressivo e legato alla costanza.


Serve la Prescrizione Medica per la Fisioterapia Respiratoria?

È sempre consigliata una valutazione specialistica (pneumologica o fisiatrica) per impostare un programma riabilitativo corretto e personalizzato.


La Fisioterapia Respiratoria aiuta Dopo il Covid?

Sì, è particolarmente utile nella sindrome post-Covid, per:


Dove fare Fisioterapia Respiratoria a Genova?

Presso FisioClinic – Centro Colombo Genova è possibile effettuare percorsi personalizzati di fisioterapia respiratoria con la:

Dott.ssa Francesca Grosso – Fisioterapista


Quali benefici Porta la Fisioterapia Respiratoria?

I principali benefici sono:

Litoclasia o Infiltrazione con Cortisone per la Calcificazione del Sovraspinato?

Introduzione alla Calcificazione al Sovraspinato

La calcificazione del sovraspinato è una delle cause più frequenti di dolore alla spalla e può compromettere in modo significativo la qualità della vita, limitando movimenti semplici come alzare il braccio o dormire sul lato interessato.

Quando il dolore diventa persistente o particolarmente intenso, molti pazienti si trovano davanti a un dubbio: è meglio la litoclasia o un’infiltrazione con cortisone?

La risposta dipende dalla fase della patologia, dall’intensità dei sintomi e dagli obiettivi terapeutici.

Presso FisioClinic – Centro Colombo Genova è possibile effettuare un percorso completo che comprende diagnosi specialistica, trattamenti mirati e fisioterapia personalizzata per la spalla.


Cos’è la Calcificazione del Sovraspinato

La tendinopatia calcifica della spalla è caratterizzata dalla formazione di depositi di calcio all’interno del tendine del muscolo sovraspinato, uno dei principali tendini della cuffia dei rotatori.

Questa condizione può causare:

Dal punto di vista clinico, la patologia evolve in tre fasi:

Fase formativa
Si sviluppa il deposito di calcio nel tendine.

Fase di riassorbimento
Il calcio si modifica diventando più morbido e può provocare dolore molto intenso e infiammazione acuta.

Fase post-calcifica
Il deposito tende a riassorbirsi e il tendine avvia un processo di guarigione.

La scelta del trattamento dipende dalla fase della patologia e dalla sintomatologia del paziente.


Meglio Litoclasia o Cortisone per la Calcificazione del Sovraspinato?

La scelta tra litoclasia e infiltrazione con cortisone dipende principalmente da due fattori: fase della patologia e obiettivo del trattamento.

Quando è indicata la litoclasia:

Quando è indicata l’infiltrazione con cortisone:

Sintesi clinica:
La litoclasia ha un obiettivo curativo (rimuovere la calcificazione), mentre il cortisone ha un effetto sintomatico (ridurre dolore e infiammazione).


Litoclasia Percutanea Ecoguidata

La litoclasia è una procedura mini-invasiva eseguita da medici specialisti (fisiatri o ortopedici) sotto guida ecografica.

Come funziona

Durante la procedura:

Spesso il trattamento si conclude con un’infiltrazione nella borsa subacromiale per ridurre l’infiammazione post-procedurale.

Quando è indicata

Vantaggi


Infiltrazione con Cortisone

L’infiltrazione con cortisone è una procedura ambulatoriale che consiste nell’iniezione di un farmaco antinfiammatorio nello spazio subacromiale.

Obiettivo del trattamento

Quando è indicata

Limiti


Onde d’Urto Focali: Alternativa o Complemento

Le onde d’urto focali rappresentano una delle terapie fisioterapiche più efficaci nel trattamento della tendinopatia calcifica.

Dal punto di vista biologico:

È importante chiarire che le onde d’urto non frammentano direttamente la calcificazione, ma favoriscono i processi biologici di guarigione del tendine.

Il trattamento è non invasivo e viene spesso integrato con un programma riabilitativo.


Litoclasia e Fisioterapia: un Approccio Integrato

Il trattamento più efficace è spesso combinato.

Presso FisioClinic – Centro Colombo Genova utilizziamo un approccio multidisciplinare che può includere:

Questo permette di:


Calcificazione del Sovraspinato: Diagnosi e Trattamento a Genova

Presso FisioClinic – Centro Colombo Genova è possibile effettuare una valutazione specialistica completa per la diagnosi e il trattamento delle patologie della spalla.

Il nostro team multidisciplinare comprende:

Fisiatria

Ortopedia

Fisioterapia

Presso il centro è possibile effettuare:


Domande Frequenti

La litoclasia è dolorosa?
È generalmente ben tollerata e viene eseguita con tecniche che riducono il fastidio.

Quante sedute servono?
Spesso è sufficiente una sola procedura, seguita da fisioterapia.

Il cortisone elimina la calcificazione?
No, riduce il dolore ma non rimuove il deposito di calcio.

Le onde d’urto rompono la calcificazione?
No, agiscono riducendo l’infiammazione e stimolando la guarigione del tendine.

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Artroscopia della Spalla: Intervento Chirurgico, Riabilitazione e Tempi di Recupero.

Introduzione all’ Artroscopia di Spalla

L’artroscopia della spalla è una tecnica chirurgica mini-invasiva utilizzata per diagnosticare e trattare numerose patologie dell’articolazione gleno-omerale e dei tessuti circostanti.

Grazie all’utilizzo di strumenti ottici ad alta definizione, il chirurgo ortopedico può visualizzare direttamente l’interno dell’articolazione attraverso piccole incisioni cutanee, evitando interventi più invasivi tipici della chirurgia “a cielo aperto”.

Questa tecnica consente di ridurre il trauma chirurgico, il dolore post-operatorio e i tempi di recupero, migliorando al tempo stesso i risultati funzionali ed estetici.

L’artroscopia rappresenta oggi una delle procedure più utilizzate nella chirurgia ortopedica della spalla.

Che Cos’è l’Artroscopia

Il termine artroscopia deriva dal greco:

La procedura prevede l’inserimento di un artroscopio, uno strumento sottile dotato di telecamera e sorgente luminosa.

Le immagini vengono trasmesse su un monitor ad alta definizione che consente al chirurgo di osservare con precisione strutture come:

Attraverso ulteriori micro-incisioni vengono introdotti strumenti chirurgici specifici che permettono di riparare tendini, rimuovere tessuti infiammati o stabilizzare l’articolazione.

La tecnica è stata sviluppata nella prima metà del Novecento e perfezionata negli anni ’60 dal chirurgo giapponese Masaki Watanabe, considerato il padre dell’artroscopia moderna.

Quando è Indicata la Chirurgia Artroscopica della Spalla

L’artroscopia viene utilizzata per trattare diverse patologie della spalla.

Tra le più comuni troviamo:

Lesione della cuffia dei rotatori

La cuffia dei rotatori è un gruppo di tendini che stabilizza la spalla e consente i movimenti del braccio.

Le lesioni possono verificarsi a causa di:

Quando il dolore e la perdita di forza non migliorano con il trattamento conservativo, può essere indicato l’intervento artroscopico di riparazione tendinea.

Sindrome da impingement subacromiale

La sindrome da conflitto (impingement) è causata dallo schiacciamento dei tendini della cuffia dei rotatori durante il movimento del braccio.

Questo provoca:

L’intervento artroscopico può prevedere la decompressione subacromiale, con rimodellamento dell’acromion e rimozione dei tessuti infiammati.

Tendinite calcifica della spalla

La tendinite calcifica è caratterizzata dalla formazione di depositi di calcio nei tendini della cuffia dei rotatori.

Quando il dolore diventa persistente o le calcificazioni provocano danni ai tendini, l’artroscopia consente la rimozione delle calcificazioni e la pulizia dell’articolazione.

Instabilità della spalla e lussazioni

In caso di lussazioni ripetute, l’artroscopia può essere utilizzata per stabilizzare l’articolazione e riparare le lesioni capsulo-legamentose.

Queste condizioni sono frequenti soprattutto negli sportivi e nei soggetti giovani.

Capsulite adesiva (spalla congelata)

La spalla congelata è una patologia caratterizzata da:

In alcuni casi resistenti alle terapie conservative può essere indicata una liberazione capsulare artroscopica.

Come si Svolge l’Intervento di Artroscopia della Spalla

L’intervento prevede piccole incisioni cutanee di pochi millimetri attraverso cui vengono inseriti:

Grazie alla visione ingrandita sul monitor, il chirurgo può eseguire l’intervento con grande precisione.

Durata dell’intervento

La durata dell’intervento varia in base alla patologia trattata, ma in media dura circa 25-60 minuti.

I principali vantaggi rispetto alla chirurgia tradizionale sono:

Dolore Dopo l’Intervento

Nelle prime ore dopo l’intervento il dolore è generalmente controllato dall’anestesia.

Successivamente viene gestito con:

La sintomatologia tende progressivamente a ridursi nei giorni successivi.

Riabilitazione Dopo Artroscopia della Spalla

La fisioterapia post-chirurgica è fondamentale per ottenere il pieno recupero della funzione della spalla.

Il percorso riabilitativo viene personalizzato in base al tipo di intervento e alle condizioni del paziente.

Fase 1 – Protezione e Mobilizzazione Passiva (0-4 Settimane)

Durante questa fase viene generalmente utilizzato un tutore di immobilizzazione.

Gli obiettivi principali sono:

Si eseguono:

Fase 2 – Recupero della Mobilità (4-8 Settimane)

Dopo la rimozione del tutore si inizia il recupero del movimento con esercizi:

L’obiettivo è ripristinare progressivamente il range di movimento della spalla.

Fase 3 – Rinforzo Muscolare (2-4 Mesi)

In questa fase si introducono:

L’obiettivo è recuperare forza e stabilità articolare.

Fase 4 – Recupero Funzionale e Ritorno allo Sport (4-6 Mesi)

L’ultima fase include:

Questa fase consente il ritorno graduale alle attività sportive e lavorative più intense.

Tecnologie di Fisioterapia per Ridurre Infiammazione ed Edema

Durante la riabilitazione post-chirurgica è possibile utilizzare anche terapie fisiche strumentali per favorire il recupero e ridurre l’infiammazione.

Tra le principali:

Tecarterapia

Stimola i processi di riparazione dei tessuti e favorisce la riduzione di dolore e infiammazione.

Terapia combinata SIN200

Tecnologia avanzata che associa più modalità terapeutiche per migliorare il recupero muscolare e articolare.

Magnetoterapia CEMP

Utilizza campi elettromagnetici pulsati per favorire i processi biologici di riparazione dei tessuti.

LIMFA © Therapy

Tecnologia innovativa basata su biorisonanza magnetica che aiuta a ridurre flogosi, edema e dolore nei percorsi riabilitativi.

Tempi di Recupero dopo Artroscopia di Spalla

In generale:

Il rispetto dei tempi biologici di guarigione è fondamentale per evitare complicanze come rigidità o nuove lesioni.

Artroscopia di Spalla e Riabilitazione a Genova

Presso FisioClinic – Centro Colombo Genova è possibile effettuare un percorso completo di valutazione e riabilitazione dopo chirurgia della spalla.

Per la prescrizione di fisioterapia post-chirurgica è possibile rivolgersi ai nostri fisiatri:

Dott. Andrea Bertulessi
Dott. Vittorio Anfossi

Il percorso riabilitativo viene seguito dai nostri fisioterapisti:

Dott. Andrea Secchi
Dott.ssa Francesca Tofani
Dott. Andrea Motta
Dott.ssa Eleonora Pozzo
Dott.ssa Camilla Gatti

Grazie alla collaborazione tra specialisti è possibile impostare un programma riabilitativo personalizzato, finalizzato al recupero completo della funzione della spalla.

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Frattura del Quinto Metatarso: Sintomi, Diagnosi e Trattamento

Introduzione alla Frattura del Quinto Metatarso

La frattura del quinto metatarso è una delle lesioni più frequenti del piede, soprattutto negli sportivi e nelle persone che subiscono traumi alla caviglia o al piede.

Spesso si verifica in seguito a distorsioni della caviglia, sovraccarichi ripetuti o traumi diretti, e può interessare diverse porzioni dell’osso, con prognosi e trattamenti differenti.

Uno degli aspetti più importanti nella valutazione clinica è capire dove si trova esattamente la frattura, perché alcune zone presentano un rischio maggiore di ritardo di guarigione.

Le Ottawa Ankle Rules e il Quinto Metatarso

Le Ottawa Ankle Rules (OAR) sono linee guida cliniche utilizzate in medicina per capire quando è necessario eseguire una radiografia dopo un trauma alla caviglia o al piede.

Tra i punti da valutare durante l’esame clinico c’è proprio la base del quinto metatarso, che viene palpata per verificare la presenza di dolore osseo.

Questo non avviene per caso: il quinto metatarso è una zona particolarmente delicata, dove possono verificarsi fratture traumatiche oppure fratture da stress, soprattutto negli sport che prevedono corsa, salti o cambi di direzione.

Perché la Frattura del Quinto Metatarso Può Essere ad Alto Rischio

Il motivo principale è legato alla vascolarizzazione dell’osso.

In alcune aree della base del quinto metatarso l’afflusso sanguigno è ridotto. Questo significa che, se avviene una frattura, il processo di guarigione può essere più lento o più complesso rispetto ad altre ossa del piede.

Per questo motivo la localizzazione precisa della frattura è fondamentale per stabilire il trattamento più appropriato.

Classificazione delle Fratture del Quinto Metatarso

La classificazione più utilizzata è quella di Dameron, Lawrence e Quill, che divide queste fratture in tre zone principali.

Zona 1: Frattura da Avulsione della Tuberosità

Questa è la forma più frequente.
La frattura avviene alla base del quinto metatarso, dove si inseriscono alcuni tendini e legamenti.

È spesso causata da una distorsione della caviglia con inversione del piede.

Prognosi

In genere guarisce bene con trattamento conservativo, che può includere:

Zona 2: Frattura di Jones

La frattura di Jones si localizza nella zona di transizione tra metafisi e diafisi del quinto metatarso.

Questa zona presenta una vascolarizzazione più ridotta, motivo per cui il rischio di ritardo di consolidazione o pseudoartrosi è più elevato.

Trattamento

Può prevedere:

Zona 3: Fratture da Stress della Diafisi Prossimale

Queste fratture sono spesso legate a microtraumi ripetuti e sovraccarichi funzionali.

Sono frequenti in:

Prognosi

La guarigione può essere più lenta e in alcuni casi è necessario un trattamento chirurgico, proprio per il ridotto potenziale di consolidazione dell’osso in questa zona.

Sintomi della Frattura del Quinto Metatarso

I sintomi più comuni includono:

In caso di trauma alla caviglia o al piede, è importante effettuare una valutazione medica per escludere la presenza di una frattura.

Diagnosi

La diagnosi viene effettuata attraverso:

Visita ortopedica fisiatrica

Durante la visita vengono valutati:

Esami strumentali

Gli esami strumentali più utilizzati sono:

Trattamento e Riabilitazione

Il trattamento dipende da:

Le opzioni terapeutiche possono includere:

Trattamento conservativo

Trattamento chirurgico

In alcuni casi può essere necessario un intervento di osteosintesi, soprattutto nelle fratture di Jones o nelle fratture da stress con scarso potenziale di guarigione.

Il Ruolo della Fisioterapia nel Recupero da Frattura del Quinto Metatarso

Dopo la fase di guarigione ossea, la fisioterapia è fondamentale per:

Il programma riabilitativo include generalmente:

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Riferimenti Scientifici

Zwitsers E.W., Breederveld R.S.
Fractures of the fifth metatarsal: diagnosis and treatment.
Injury, 2010.

Bušková K., Bartoníček J., Rammelt S.
Fractures of the Base of the Fifth Metatarsal Bone: A Critical Analysis Review.
JBJS Reviews, 2021.

A cosa Serve Davvero lo Stretching Oggi? Cosa Dicono le più Recenti Evidenze Scientifiche?

Introduzione allo Stretching

Evidenze scientifiche aggiornate e applicazioni in fisioterapia

Lo stretching è da sempre uno degli strumenti più utilizzati in ambito sportivo, riabilitativo e preventivo.
Per anni è stato considerato una pratica “universale”: utile per prevenire infortuni, migliorare la postura, favorire il recupero dopo l’allenamento e aumentare la performance.

Ma cosa dice oggi la scienza?

Nel 2025 è stato pubblicato un importante Delphi Consensus internazionale sul Journal of Sport and Health Science, che ha coinvolto 20 esperti di livello mondiale per fornire raccomandazioni pratiche basate sulle evidenze scientifiche sull’utilizzo dello stretching.

I risultati aiutano finalmente a fare chiarezza, distinguendo ciò che è supportato dalla letteratura da ciò che è ancora privo di prove solide.

Quando lo Stretching è Realmente Raccomandato

Aumento del Range of Motion (ROM)

È l’obiettivo con la più forte evidenza scientifica.

Fase acuta

Fase cronica

Lo stretching è efficace nel migliorare l’ampiezza di movimento, soprattutto se inserito in programmi strutturati e ripetuti nel tempo.

Riduzione della Rigidità Muscolare

Fase acuta

Fase cronica

Utile nei soggetti con rigidità percepita, ridotta mobilità articolare o in fase riabilitativa.

Ottimizzazione del Sistema Vascolare

(non come strategia primaria)

Fase acuta

Fase cronica

Può essere utile in popolazioni specifiche (anziani, soggetti sedentari, persone con diabete di tipo 2) che non possono svolgere esercizio fisico più intenso.

Aumento della Forza: Ruolo Secondario

Fase cronica

Non rappresenta una strategia primaria per l’aumento di forza o massa muscolare, ma può essere un’alternativa in soggetti impossibilitati all’allenamento di forza.

Quando lo Stretching non è Raccomandato

Prevenzione degli infortuni

La letteratura mostra ancora elevata incertezza, soprattutto per lo stretching statico.
Non può essere considerato uno strumento efficace di prevenzione primaria.

Correzione di Squilibri Muscolari e Postura

Non sono stati dimostrati effetti significativi.
Gli squilibri muscolari e le alterazioni posturali richiedono esercizio attivo, controllo motorio e carico progressivo, non solo stretching.

Recupero Post-Esercizio

Non emergono benefici clinicamente rilevanti.
Lo stretching non migliora il recupero muscolare dopo l’allenamento rispetto ad altre strategie.

Cosa Significa Tutto Questo in Fisioterapia

Alla FisioClinic – Centro Colombo di Genova, lo stretching non viene utilizzato in modo automatico, ma:

Lo stretching non è inutile, ma non è una soluzione universale.

Conclusione

Lo stretching oggi va interpretato per ciò che realmente è:

La fisioterapia moderna non si basa su tradizioni, ma su evidenze scientifiche aggiornate e scelte cliniche mirate.

Riferimento Scientifico

Warneke K, Thomas E, Blazevich AJ, et al.
Practical recommendations on stretching exercise: A Delphi consensus statement of international research experts.
Journal of Sport and Health Science, 2025;14:101067.
PMID: 40513717

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BIA (Bioimpedenziometria): Cos’è, Come Funziona e Perché è Importante nella Valutazione Nutrizionale

Introduzione alla Bia (bioimpedenziometria)

La BIA – Bioimpedenziometria è un esame non invasivo e sicuro che consente di analizzare in modo approfondito la composizione corporea, andando ben oltre il semplice peso indicato dalla bilancia.

Attraverso la BIA è possibile comprendere da cosa è realmente composto il corpo: quanta massa muscolare è presente, quanta massa grassa, come sono distribuiti i liquidi corporei e qual è lo stato metabolico e nutrizionale della persona.

Presso la FisioClinic – Centro Colombo di Genova, l’esame BIA viene eseguito dalla dott.ssa Chiara La Cecilia, nutrizionista, come parte integrante della valutazione nutrizionale personalizzata.

Come Funziona la Bioimpedenziometria

La BIA sfrutta un principio fisico molto semplice: il comportamento dell’elettricità all’interno del corpo umano.

Lo strumento invia una corrente alternata a bassissima intensità, completamente impercettibile e priva di rischi, che attraversa i tessuti corporei. Questa corrente:

In base a come la corrente si distribuisce nel corpo, il dispositivo misura due parametri fondamentali:

Dalla combinazione di questi due valori si ottiene l’impedenza, che rappresenta l’opposizione complessiva del corpo al passaggio della corrente elettrica.

Come si Svolge l’Esame BIA

L’esame è rapido, indolore e non invasivo.

Il paziente viene fatto sdraiare in posizione supina, con:

Vengono applicati elettrodi adesivi sul dorso della mano e del piede dello stesso lato del corpo, seguendo distanze standardizzate. Lo strumento emette quindi la corrente a bassa intensità e registra i parametri necessari all’analisi.

L’intera procedura dura pochi minuti.

Cosa Misura la BIA nello Specifico

L’analisi bioimpedenziometrica fornisce numerosi dati fondamentali per la valutazione nutrizionale e clinica.

Massa magra e massa grassa

Dalla resistenza elettrica si ottengono stime affidabili di:

Questo consente di capire se eventuali variazioni di peso dipendono da perdita di grasso, di muscolo o da cambiamenti nei liquidi corporei.

BCM – Body Cell Mass

La massa cellulare metabolicamente attiva (BCM) rappresenta la parte di tessuto realmente attiva dal punto di vista metabolico. È un parametro chiave per valutare:

Angolo di fase

Dalla relazione tra resistenza e reattanza si ricava l’angolo di fase, espresso in gradi.

Un angolo di fase più elevato è generalmente associato a:

Valori più bassi possono indicare:

Metabolismo basale

La BIA consente di stimare il metabolismo basale, ovvero il dispendio energetico minimo necessario per mantenere le funzioni vitali a riposo.

Acqua corporea

Un elemento centrale dell’analisi è la valutazione dei liquidi:

Una corretta distribuzione dei liquidi è indice di equilibrio e salute cellulare. Alterazioni, in particolare un aumento della quota extracellulare, possono essere correlate a ritenzione idrica, infiammazione o stati di malnutrizione.

A Cosa Serve la BIA in Ambito Nutrizionale

La bioimpedenziometria è uno strumento estremamente utile in diversi contesti:

Rispetto al peso corporeo, la BIA fornisce informazioni molto più significative, permettendo di valutare la reale efficacia di un percorso nutrizionale.

BIA e Visita Nutrizionale alla FisioClinic Centro Colombo Genova

Alla FisioClinic – Centro Colombo Genova, la BIA viene integrata all’interno della valutazione nutrizionale eseguita dalla dott.ssa Chiara La Cecilia, nutrizionista.

L’analisi dei dati bioimpedenziometrici consente di:

Conclusione

La bioimpedenziometria (BIA) è un esame semplice, sicuro e altamente informativo che permette di comprendere realmente la composizione corporea e lo stato nutrizionale di una persona.

In un contesto in cui il peso viene spesso considerato l’unico parametro di riferimento, la BIA ricorda un concetto fondamentale: non conta solo quanto pesiamo, ma come siamo composti.

Presso la FisioClinic – Centro Colombo Genova, l’esame viene eseguito dalla dott.ssa Chiara La Cecilia, nutrizionista, come parte di un percorso nutrizionale personalizzato e basato su evidenze scientifiche.

Trauma Cranico con Conseguenti Deficit Motori: Cause, Sintomi, Diagnosi e Percorso Riabilitativo


Introduzione al Trauma Cranico

Il trauma cranico con deficit motori è una lesione cerebrale acquisita che altera la normale funzione del cervello, determinando difficoltà nel movimento, debolezza muscolare o, nei casi più gravi, paralisi di uno o più distretti corporei.

Il quadro clinico può variare da forme lievi a forme severe e rappresenta una condizione neurologica potenzialmente grave, che richiede una valutazione medica tempestiva, soprattutto quando compaiono o peggiorano sintomi motori come difficoltà a muovere un arto, perdita di equilibrio o alterazioni della coordinazione.

Cause del Trauma Cranico con Deficit Motori

Il trauma cranico è causato da forze esterne che determinano un danno diretto o indiretto al tessuto cerebrale. Le cause più frequenti includono:

Questi eventi possono provocare:

Tali lesioni possono comprimere o danneggiare le aree cerebrali deputate al controllo motorio, determinando deficit più o meno marcati.

Sintomi dei Deficit Motori Post-Traumatici

I sintomi motori possono manifestarsi immediatamente dopo il trauma oppure comparire in modo progressivo. I principali includono:

Deficit di forza e sensibilità

Disturbi della coordinazione e dell’equilibrio

Alterazioni della deambulazione

Disturbi del controllo motorio fine

Sintomi neurologici associati

La presenza o la progressione di questi sintomi richiede sempre una valutazione specialistica.

Diagnosi del Trauma Cranico con Deficit Motori

La diagnosi è un passaggio cruciale per definire la gravità del danno cerebrale e impostare il corretto percorso terapeutico.

Presso la FisioClinic del  Centro Colombo Genova, la diagnosi e la prescrizione del trattamento vengono effettuate da fisiatri specializzati, in particolare dal dott. Andrea Bertulessi e dal dott. Vittorio Anfossi, che si occupano dell’inquadramento clinico-funzionale del paziente.

Valutazione clinica iniziale

Esami strumentali

La diagnosi può richiedere anche l’esclusione di altre condizioni neurologiche e, nei casi complessi, un approccio multidisciplinare.

Trattamento del Trauma Cranico con Deficit Motori

Il trattamento dipende dalla gravità della lesione e dalla fase clinica (acuta, subacuta o cronica) ed è spesso multidisciplinare.

Trattamento medico e neurochirurgico

Nei casi più gravi possono essere necessari:

Riabilitazione Neurologica e Fisioterapia

La riabilitazione rappresenta una fase fondamentale del recupero funzionale dopo un trauma cranico con deficit motori.

Presso la FisioClinic – Centro Colombo Genova, il percorso fisioterapico neurologico è seguito dalla dott.ssa Francesca Tofani, fisioterapista, specializzata nel trattamento delle problematiche neurologiche.

Obiettivi della fisioterapia

Approccio riabilitativo

Il programma viene personalizzato in base al quadro clinico e può includere:

Quando necessario, il percorso può essere integrato con logopedia e terapia occupazionale, oltre a un supporto psicologico, per affrontare le conseguenze emotive e cognitive del trauma.

Prognosi e Recupero

Il recupero dopo un trauma cranico con deficit motori è variabile e dipende da:

Un percorso riabilitativo precoce e strutturato consente di massimizzare il recupero funzionale e migliorare significativamente la qualità di vita.

Conclusione

Il trauma cranico con deficit motori è una condizione complessa che richiede diagnosi accurata, trattamento specialistico e riabilitazione mirata.

Presso il Centro Colombo – FisioClinic di Genova, la gestione del paziente avviene attraverso:

Un approccio integrato e multidisciplinare è la chiave per accompagnare il paziente nel recupero delle funzioni motorie e dell’autonomia.

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