Onde d’Urto Focali per le Tendinopatie Calcifiche: Perché Rappresentano Oggi il Trattamento più Efficace e Sicuro

Introduzione alle Onde d’Urto Focali per le Tendinopatie Calcifiche

Negli ultimi anni, le onde d’urto focali si sono affermate come la terapia non chirurgica di prima scelta per il trattamento delle tendinopatie calcifiche, grazie a un’elevata efficacia clinica, a un profilo di sicurezza molto elevato e alla capacità di stimolare i meccanismi naturali di autoguarigione dell’organismo.

Le tendinopatie calcifiche sono una causa frequente di dolore muscoloscheletrico e limitazione funzionale, in particolare a carico della spalla (cuffia dei rotatori), ma anche del tendine d’Achille, del tendine rotuleo e dei tendini glutei.
La presenza di depositi di calcio all’interno del tendine altera la biomeccanica del movimento e genera un processo infiammatorio persistente che, se non trattato correttamente, può diventare cronico.

Presso la FisioClinic – Centro Colombo Genova, le onde d’urto focali vengono eseguite con protocolli avanzati e, quando indicato, anche in modalità ecoguidata, per garantire la massima precisione terapeutica.

Cosa Sono le Onde d’Urto Focali

Le onde d’urto focali sono impulsi acustici ad alta energia, generati da dispositivi medicali certificati, in grado di concentrare l’energia in un punto preciso e profondo del tessuto bersaglio.

A differenza delle onde d’urto radiali, che hanno un’azione più superficiale e diffusa, le onde focali:

Queste caratteristiche le rendono particolarmente indicate nel trattamento delle calcificazioni tendinee.

Perché le Onde d’Urto Focali Sono Così Efficaci nelle Tendinopatie Calcifiche

È importante chiarire un concetto chiave:
 questa terapia non “rompe” direttamente il calcio come un intervento meccanico,
 ma attivano una serie di risposte biologiche e meccaniche che portano al progressivo riassorbimento della calcificazione e alla rigenerazione del tendine.

Effetto meccanico e biochimico

Gli impulsi ad alta energia generano micro-cavitazioni controllate all’interno del tessuto:

Questo effetto è particolarmente efficace nelle calcificazioni in fase attiva o di riassorbimento.

Azione Antinfiammatoria e Antidolorifica

Le onde d’urto focali agiscono sul dolore attraverso diversi meccanismi:

Il risultato è una riduzione significativa del dolore, spesso già dopo le prime sedute.

Rigenerazione tissutale e qualità del tendine

Uno degli aspetti più importanti delle onde d’urto focali è la loro capacità rigenerativa:

Non si tratta solo di ridurre i sintomi, ma di migliorare la salute e la resistenza del tendine nel tempo.

Un’Alternativa Reale alla Chirurgia

Uno dei principali vantaggi delle onde d’urto focali è la non invasività:

In molti casi, il trattamento consente di evitare interventi chirurgici, soprattutto se inserito in un corretto percorso fisiatrico e fisioterapico.

Il Valore Aggiunto: Onde d’Urto Focali Ecoguidate

Alla FisioClinic – Centro Colombo Genova è possibile eseguire, quando indicato, onde d’urto focali ecoguidate.

L’ecografia muscoloscheletrica permette di:

 Più precisione significa risultati migliori e più rapidi.

Principali Vantaggi

Quando Sono Particolarmente Indicate

Le onde d’urto focali sono indicate soprattutto in caso di:

Sempre dopo valutazione clinica ed ecografica specialistica.

Onde d’Urto Focali alla FisioClinic – Centro Colombo Genova

Alla FisioClinic offriamo un approccio multidisciplinare che prevede:

Un percorso completo, basato su evidenze scientifiche ed esperienza clinica.

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Artrocentesi del Ginocchio: Cos’è, Quando Serve e Come Viene Eseguita

Cos’è l’Artrocentesi del Ginocchio e Quando è Indicata

L’artrocentesi del ginocchio è una procedura medica mini-invasiva che consiste nell’introduzione di un ago sterile all’interno dell’articolazione del ginocchio — tibio-femorale e/o femoro-rotulea — con l’obiettivo di aspirare il liquido sinoviale in eccesso e, quando indicato, somministrare farmaci a scopo terapeutico.

Si tratta di una tecnica di fondamentale importanza nell’ambito della fisiatria interventistica, perché permette di intervenire in modo mirato su dolore, gonfiore e rigidità articolare, spesso con un beneficio rapido e significativo per il paziente.

Presso la FisioClinic – Centro Colombo Genova, l’artrocentesi del ginocchio viene eseguita da fisiatri specialisti, in particolare dal dott. Andrea Bertulessi e dal dott. Vittorio Anfossi, con approccio ecoguidato, tecnica sterile rigorosa e inserimento della procedura all’interno di un percorso riabilitativo globale e personalizzato.

A Cosa Serve l’Artrocentesi del Ginocchio

L’artrocentesi può avere una finalità diagnostica, terapeutica oppure entrambe.

Finalità diagnostica

L’aspirazione del liquido sinoviale consente di chiarire la causa di un versamento articolare, ad esempio in presenza di:

L’analisi del liquido sinoviale permette di distinguere quadri clinici molto diversi tra loro, che richiedono trattamenti completamente differenti.

Finalità terapeutica

Dal punto di vista terapeutico, l’artrocentesi è indicata per:

  1. corticosteroidi
  2. anestetici locali
  3. altre terapie infiltrative selezionate

In molti casi, la rimozione del liquido in eccesso è già di per sé sufficiente a determinare un miglioramento clinico evidente.

Controindicazioni: Quando Fare Attenzione

Controindicazioni assolute

È importante sottolineare che in caso di sospetto di artrite infettiva, l’artrocentesi deve essere comunque eseguita, perché il rischio di non diagnosticare un’infezione articolare è superiore al rischio procedurale.

Controindicazioni relative

Come Viene Eseguita l’Artrocentesi del Ginocchio alla FisioClinic

La procedura viene eseguita in ambulatorio, senza necessità di ricovero, con il paziente in posizione supina.

Le fasi principali

1. Valutazione clinica ed ecografica. Il fisiatra valuta il ginocchio, conferma la presenza del versamento e individua con precisione il punto di accesso più sicuro ed efficace.

2. Preparazione sterile. Disinfezione accurata della cute e utilizzo di materiale sterile e monouso.

3. Anestesia locale. Viene infiltrato un anestetico locale nei tessuti superficiali e profondi, rendendo la procedura generalmente ben tollerata.

4. Aspirazione del liquido sinoviale
Si utilizza un ago di calibro adeguato (generalmente 18–20 gauge). Nei versamenti più abbondanti possono essere necessarie più siringhe.

5. Eventuale infiltrazione terapeutica
Se indicato, il fisiatra procede alla somministrazione intra-articolare del farmaco, mantenendo il corretto posizionamento dell’ago.

6. Medicazione finale
Applicazione di un bendaggio sterile e breve osservazione post-procedura.

Perché l’Ecografia è un Elemento Chiave

L’utilizzo dell’ecografia muscoloscheletrica durante l’artrocentesi permette di:

Per questo motivo, alla FisioClinic l’artrocentesi viene preferibilmente eseguita in modalità ecoguidata.

Cosa Fare dopo la Procedura

Dopo l’artrocentesi si consiglia generalmente:

In presenza di dolore intenso, gonfiore o arrossamento persistente oltre le 12 ore, è indicata una rivalutazione clinica.

Il Ruolo del Fisiatra nel Percorso di Cura

L’artrocentesi non è una semplice manovra tecnica, ma un atto medico che richiede competenza clinica, esperienza e integrazione con il percorso riabilitativo.

Alla FisioClinic – Centro Colombo Genova, i fisiatri dott. Andrea Bertulessi dott. Vittorio Anfossi si occupano di:

Artrocentesi del Ginocchio alla FisioClinic – Centro Colombo Genova

Un approccio basato su:

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Miosite Ossificante: Cos’è, Sintomi, Diagnosi e Trattamento più Efficace

Introduzione alla Miosite Ossificante

La miosite ossificante è una condizione relativamente rara, ma di grande rilevanza clinica, caratterizzata dalla formazione anomala di tessuto osseo e cartilagineo all’interno del muscolo o dei tessuti molli peri-muscolari.
Si tratta di un processo non tumorale, ma potenzialmente molto invalidante, che può comparire soprattutto dopo un trauma muscolare e portare a dolore persistente, rigidità e progressiva limitazione funzionale.

In ambito sportivo e traumatologico rappresenta una delle principali cause di dolore che non regredisce dopo una contusione o uno stiramento, motivo per cui è fondamentale una diagnosi precoce e corretta.

Presso la FisioClinic – Centro Colombo Genova, la miosite ossificante viene affrontata attraverso un percorso specialistico che coinvolge fisiatri e ortopedici, con un approccio basato su evidenze scientifiche e integrazione tra diagnosi, trattamento conservativo e, nei casi selezionati, chirurgico.

Le Principali Forme di Miosite Ossificante

Dal punto di vista clinico, la miosite ossificante non è una patologia unica, ma comprende diverse forme.

1. Miosite Ossificante Circoscritta (MOC)

È la forma più frequente e quella che si osserva più spesso nella pratica clinica.
Può essere:

Colpisce prevalentemente:

La massa calcifica inizia a svilupparsi generalmente tra la terza e la quarta settimana dopo il trauma, spesso quando il paziente si aspetta una normale guarigione.

2. Miosite ossificante associata a danni neurologici

Si osserva in pazienti con:

3. Miosite ossificante pseudomaligna

Una forma rara che può simulare un tumore maligno per caratteristiche cliniche e radiologiche, rendendo necessaria una diagnosi differenziale accurata.

4. Fibroplasia Ossificante Progressiva

Patologia genetica rarissima, caratterizzata da ossificazione progressiva e diffusa, con prognosi severa. È distinta dalle forme post-traumatiche.

Cause e Fattori di Rischio

Le cause esatte della miosite ossificante non sono ancora completamente chiarite. Tuttavia, esistono fattori predisponenti ben riconosciuti, tra cui:

Dal punto di vista biologico, si ipotizza che, dopo il trauma, alcune cellule mesenchimali riacquistino una capacità multipotente, inducendo i fibroblasti a trasformarsi in osteoblasti e avviando il processo di ossificazione.

La miosite ossificante è più frequente:

Alcune evidenze suggeriscono che una gestione precoce e corretta del trauma, inclusa la modulazione dell’infiammazione, possa ridurre il rischio di sviluppo della patologia.

Sintomi: Quando Sospettarla

I sintomi non compaiono immediatamente, ma tendono a evolvere progressivamente nelle settimane successive al trauma. I più comuni sono:

Con il passare del tempo, la massa può diventare sempre più rigida, compromettendo in modo significativo la funzione dell’arto coinvolto.

Diagnosi: il Ruolo del Fisiatra e dell’Ortopedico

Una diagnosi corretta è essenziale per evitare trattamenti inappropriati, come mobilizzazioni aggressive o interventi chirurgici troppo precoci.

Presso la FisioClinic, la diagnosi viene posta e confermata da medici fisiatri e ortopedici, in particolare:

Esami diagnostici principali

Trattamento della Miosite Ossificante

Trattamento conservativo (prima scelta)

Nella maggior parte dei casi il trattamento è inizialmente conservativo e comprende:

Quando è indicata la chirurgia

L’asportazione chirurgica viene presa in considerazione solo quando l’ossificazione è matura (6–12 mesi) e in presenza di:

Un intervento troppo precoce aumenta significativamente il rischio di recidiva.

Il Ruolo della Fisioterapia nel Percorso di Cura

La fisioterapia è un elemento centrale del trattamento e ha l’obiettivo di:

Alla FisioClinic – Centro Colombo Genova, il percorso fisioterapico è sempre personalizzato e supervisionato dal medico fisiatra, in stretta collaborazione con l’ortopedico quando necessario, per garantire sicurezza ed efficacia in ogni fase della patologia.

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Borsite Calcifica di Voshell: Cos’è, Sintomi, Diagnosi e il Trattamento Ecoguidato

Introduzione alla Borsite Calcifica di Voshell

Il dolore localizzato nella parte interna del ginocchio è un disturbo frequente nella pratica clinica e può essere collegato a meniscopatie, plica mediale, irritazione del nervo safeno o borsite anserina.
Tra le cause più rare — ma spesso molto dolorose — troviamo la borsite calcifica del legamento collaterale mediale (MCL), conosciuta come borsite calcifica di Voshell.

Si tratta di una condizione poco comune, ma di grande interesse clinico, perché può provocare dolore acuto, limitazione funzionale importante e difficoltà diagnostiche se non si conosce questo quadro specifico.

Presso la FisioClinic – Centro Colombo Genova, i nostri fisiatri specializzati utilizzano un approccio diagnostico avanzato e trattamenti ecoguidati mini-invasivi che permettono un recupero rapido ed efficace.

Cos’è la Borsite Calcifica di Voshell

La borsite calcifica è una patologia caratterizzata dalla formazione di depositi di calcio nelle strutture periarticolari del ginocchio.
Nel caso della borsite di Voshell, la calcificazione si sviluppa tra:

È una condizione che non risulta correlata a traumi diretti o alla pratica sportiva, e la sua origine rimane in parte sconosciuta.

Alcune ipotesi la collegano a:

Sintomi: Come si Manifesta la Borsite Calcifica di Voshell

La borsite calcifica di Voshell si distingue per un dolore acuto, puntiforme e molto intenso sulla parte interna del ginocchio.

I sintomi più comuni includono:

All’esame clinico:

Questo pattern consente di differenziarla da meniscopatie, lesioni dei legamenti crociati o altre patologie articolari più comuni.

Diagnosi: Radiografia, Ecografia e Risonanza Magnetica

Chi Diagnostica la Borsite Calcifica di Voshell?

La diagnosi della borsite calcifica di Voshell richiede competenze specifiche nell’ambito delle patologie muscoloscheletriche e una conoscenza approfondita delle cause meno comuni di dolore mediale di ginocchio.
Proprio per la sua rarità e per la somiglianza dei sintomi con condizioni molto più frequenti (come meniscopatie o borsite anserina), questa patologia può essere facilmente sottodiagnosticata.

Le figure specialistiche di riferimento per la diagnosi sono:

Il Medico Fisiatra

Il fisiatra è lo specialista della Medicina Fisica e Riabilitativa ed è particolarmente indicato nella diagnosi della borsite calcifica di Voshell perché:

In molti casi è proprio il fisiatra, grazie all’uso dell’ecografia, a individuare correttamente la calcificazione peri-MCL e a impostare il percorso terapeutico più efficace.

Il Medico Ortopedico

Anche l’ortopedico riveste un ruolo fondamentale, soprattutto nella fase di diagnosi differenziale e nei casi in cui:

L’ortopedico contribuisce a:

Nella borsite calcifica di Voshell, la chirurgia rappresenta un’eccezione, mentre la gestione multidisciplinare fisiatra–ortopedico consente nella maggior parte dei casi una risoluzione completa senza intervento chirurgico.

L’Importanza dell’Esperienza Clinica

Poiché la borsite calcifica di Voshell è una patologia rara, la diagnosi corretta dipende fortemente dall’esperienza dello specialista e dalla familiarità con questo quadro clinico.

Un dolore mediale di ginocchio che:

deve sempre far considerare questa diagnosi.

Presso la FisioClinic – Centro Colombo Genova, il dott. Andrea Bertulessi e il dott. Vittorio Anfossi –  Specialisti in medicina fisica e riabilitativa (fisiatri) lavorano in stretta collaborazione, utilizzando ecografia muscoloscheletrica avanzata e protocolli basati sulle evidenze scientifiche più recenti, per garantire una diagnosi accurata e un trattamento mirato anche nelle patologie più rare.

Diagnostica per Immagini

La diagnostica tramite immagini si basa su un percorso strutturato in più fasi.

Radiografia
Permette di identificare la calcificazione come area di aumentata densità.

Ecografia muscoloscheletrica
È l’esame più utile e informativo, perché consente di valutare:

È inoltre fondamentale per guidare eventuali procedure terapeutiche.

Risonanza magnetica
Conferma la localizzazione della lesione e l’infiammazione circostante, evidenziando un segnale iperintenso peri-calcifico.

Trattamento: Cosa Funziona Davvero?

Il trattamento dipende dall’intensità dei sintomi e dallo stadio della calcificazione.

Approccio conservativo
Indicato nelle forme più lievi:

Se il dolore persiste o è particolarmente intenso, si passa alle procedure mini-invasive.

Procedure Ecoguidate Mini-Invasive

Rappresentano oggi l’opzione più efficace e rapida nei casi resistenti.

Onde d’urto focali (ESWT)
Utili come stimolo biologico, con risultati variabili.

Infiltrazioni ecoguidate intrabursali
A base di corticosteroidi, per ridurre rapidamente infiammazione e dolore.

Lavaggio percutaneo ecoguidato (UGPL)
È la tecnica con il miglior profilo di efficacia:

Il miglioramento clinico è spesso evidente entro 48–72 ore, con progressivo recupero funzionale nelle settimane successive.

Considerazioni del Medico Fisiatra

La borsite di Voshell condivide molte caratteristiche evolutive con la tendinopatia calcifica della spalla: deposizione di cristalli di idrossiapatite, possibile migrazione e infiammazione delle strutture adiacenti.

Per questo motivo:

Una valutazione ecografica accurata è essenziale per scegliere il trattamento più appropriato.

La Gestione Presso la FisioClinic – Centro Colombo Genova

Il nostro percorso comprende:

Un approccio integrato, basato su evidenze scientifiche e tecnologie avanzate.

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Guida Completa all’Idrodistensione: Trattamento Mininvasivo Ecoguidato per la Capsulite Adesiva (Spalla Congelata)

Introduzione all’ Idrodistensione Ecoguidata

La capsulite adesiva, conosciuta anche come spalla congelata, è una condizione dolorosa e altamente limitante che interessa l’articolazione della spalla, causando dolore persistente e una progressiva perdita di movimento.
Si tratta di una patologia molto più frequente di quanto si pensi, con una prevalenza intorno al 2% della popolazione, ma con percentuali nettamente più elevate in persone affette da diabetedisturbi tiroideiipertrigliceridemia o che hanno avuto interventi o traumi alla spalla.

Presso la FisioClinic – Centro Colombo Genova utilizziamo un protocollo mininvasivo ecoguidato di ultima generazione, eseguito da specialisti, che permette di ridurre drasticamente dolore e rigidità, accelerando la riabilitazione e migliorando la qualità di vita.

Cos’è la Capsulite Adesiva? Breve Introduzione Clinica e Storica

La spalla congelata è una patologia descritta per la prima volta da Duplay nel 1872, che evidenziò una marcata limitazione dell’abduzione e dell’extrarotazione.
Successivamente, il celebre chirurgo Codman ampliò la definizione includendo:

È proprio questa combinazione di sintomi e negatività agli esami radiologici tradizionali che ha reso la capsulite adesiva una patologia spesso sottovalutata o diagnosticata tardivamente.

Con il tempo, Zuckerman e altri autori hanno classificato la capsulite in primaria (quando non c’è una causa identificabile) e secondaria, suddivisa in tre categorie.

Le Tre Forme di Capsulite Adesiva

 Intrinseca

È associata a patologie della spalla, come:

 Estrinseca

Deriva da condizioni che influenzano indirettamente la spalla:

 Sistemica

Associata a patologie dell’intero organismo:

Cosa Succede nella Spalla Congelata? (Patofisiologia)

La capsulite adesiva si sviluppa in più fasi:

  1. Fase infiammatoria → dolore intenso e progressiva rigidità
  2. Ispessimento della capsula articolare
  3. Formazione di aderenze
  4. Retratto del recesso ascellare
  5. Riduzione dello spazio articolare

Il risultato? Una spalla che “si incolla” dall’interno e diventa progressivamente rigida e dolorosa.

Perché è Così Difficile da Trattare?

La capsulite adesiva può durare da 12 a 24 mesi, a volte anche di più, provocando:

Le terapie conservative tradizionali (farmaci, esercizi, fisioterapia, infiltrazioni non ecoguidate) possono funzionare, ma spesso richiedono tempi molto lunghi.

Il Trattamento Mininvasivo Ecoguidato: un Nuovo Approccio più Rapido ed Efficace

Presso la FisioClinic – Centro Colombo Genova utilizziamo un protocollo avanzato che combina:

 Blocco ecoguidato del nervo ascellare

 Blocco ecoguidato del nervo sovrascapolare

 Idrodistensione ecoguidata della capsula articolare

Questo protocollo ha tre obiettivi fondamentali:

Dopo il trattamento, il paziente avvia immediatamente un programma riabilitativo personalizzato, seguito dai nostri fisioterapisti specializzati.

Come Funziona la Procedura?

La procedura dura circa 30–40 minuti, è eseguita in ambulatorio e prevede:

 Blocco nervoso ecoguidato

Viene effettuata un’anestesia selettiva dei nervi coinvolti nel dolore (ascellare e sovrascapolare).
Risultato: riduzione significativa del dolore e massima tolleranza alla mobilizzazione post-procedura.

 Idrodistensione capsulare

Viene introdotta una soluzione fisiologica, anestetica e un corticosteroide direttamente nella capsula articolare.

Effetti:

 Riabilitazione mirata immediata

Grazie alla riduzione del dolore, il fisioterapista può mobilizzare la spalla in modo più efficace.
L’obiettivo è consolidare il recupero articolare ottenuto con la distensione capsulare.

Fissa un Appuntamento con i Nostri Fisioterapisti Esperti:

Indicazioni Principali

Controindicazioni

Assolute

Relative

Perché Serve una Valutazione con il Fisiatra?

La capsulite adesiva richiede una diagnosi precisa.
Il fisiatra è il medico specialista in grado di:

Il protocollo ecoguidato permette un miglioramento molto più rapido rispetto ai trattamenti tradizionali e riduce i tempi di recupero complessivi.

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Fonti Scientifiche Principali

Neviaser AS, Adhesive Capsulitis: Current Treatment, Am J Sports Med, 2010
Lewis J, Frozen Shoulder Contracture Syndrome, Manual Therapy, 2015
Page MJ, Manual Therapy and Exercise for Adhesive Capsulitis, Cochrane Review, 2014
Jain TK, Effectiveness of Physiotherapy in Adhesive Capsulitis, J Back Musculoskelet Rehabil, 2014

Litoclasia Ecoguidata: il Trattamento Mini-Invasivo per le Calcificazioni della Spalla

Introduzione alla Litoclasia Ecoguidata

La litoclasia ecoguidata, conosciuta anche come needling percutaneo, è una delle tecniche più efficaci e meno invasive per trattare la tendinopatia calcifica della spalla.
Si tratta di una procedura eseguita sotto guida ecografica che permette di frammentare e aspirare i depositi di calcio presenti nei tendini della cuffia dei rotatori, in particolare nel tendine del sovraspinato, responsabile di una delle forme più comuni di dolore acuto o notturno alla spalla.

Presso la FisioClinic – Centro Colombo Genova, la litoclasia viene eseguita da medici specialisti in fisiatria e tecniche interventistiche ecoguidate, utilizzando strumentazione avanzata e garantendo massima sicurezza e precisione.

A Cosa Serve la Litoclasia Ecoguidata?

La litoclasia è indicata quando la calcificazione tendinea provoca:

Gli obiettivi del trattamento sono chiari:

Rispetto all’intervento chirurgico, è un’opzione meno invasiva, con recupero più rapido e senza necessità di ricovero.

Come Funziona la Litoclasia?

La procedura si svolge in anestesia locale e viene guidata in tempo reale dall’ecografo.
L’esame dura circa 40 minuti e il paziente può tornare a casa subito dopo.

La litoclasia non richiede incisioni cutanee rilevanti, non prevede punti di sutura e non impone immobilizzazione del braccio.
È considerata un trattamento estremamente sicuro anche per chi ha uno stile di vita attivo.

Le Quattro Fasi della Litoclasia Ecoguidata

 Preparazione del paziente

Il paziente viene fatto accomodare in posizione supina e si prepara un campo sterile.
Si procede poi con:

Questa fase garantisce che la procedura sia indolore e ben tollerata.

 Lavaggio e frammentazione della calcificazione

Guidato dall’ecografo, lo specialista introduce due aghi sottili nel deposito di calcio.

Attraverso una soluzione fisiologica:

È la fase centrale della procedura, che consente di eliminare gran parte del materiale calcifico.

 Riduzione dell’infiammazione

Per ridurre il dolore post-procedurale, il medico esegue un’iniezione ecoguidata di cortisone nella borsa SAD.
Questo permette:

Essendo ecoguidata, l’infiltrazione evita dispersioni nel tessuto tendineo.

 Conclusione e dimissione

Terminata la procedura, vengono applicati:

Il paziente resta in osservazione breve e può poi rientrare autonomamente al proprio domicilio.

Non sono necessarie fasciature, tutori o programmi riabilitativi complessi: la ripresa delle attività leggere è immediata.

Come Prepararsi alla Litoclasia

Non è richiesta alcuna preparazione particolare. È importante però segnalare:

Il medico valuterà eventuali accorgimenti specifici.

Recupero Dopo la Litoclasia

Nei giorni successivi è normale avvertire:

Viene consigliato di:

Dopo circa 30–40 giorni si effettua un’ecografia di controllo per verificare la scomparsa della calcificazione.

Vantaggi della Litoclasia

Per questi motivi, la litoclasia è oggi considerata uno dei trattamenti di riferimento per la gestione delle calcificazioni della spalla.

Litoclasia Ecoguidata alla FisioClinic – Centro Colombo Genova

Presso la FisioClinic mettiamo a disposizione:

Il paziente viene seguito in ogni fase del percorso, dalla diagnosi alla completa risoluzione del dolore.

Prenota la tua visita con i nostri fisiatri esperti in infiltrazioni e litoclasie:

Tendinopatia Calcifica della Spalla: Cause, Sintomi, Diagnosi e Trattamenti

Introduzione alla Tendinopatia Calcifica della Spalla

La tendinopatia calcifica della spalla è una delle cause più comuni di dolore acuto e cronico a carico della cuffia dei rotatori. Coinvolge soprattutto il tendine del sovraspinato ed è caratterizzata dalla formazione di depositi di calcio intratendinei (idrossiapatite).

È una condizione particolarmente diffusa tra i 30 e i 60 anni, con una maggiore prevalenza nel sesso femminile.

Molti pazienti arrivano in FisioClinic con domande ricorrenti:

“La calcificazione va tolta?”
“Può sparire da sola?”
“Come capire se è una semplice tendinite o qualcosa di più?”

La risposta dipende dalla fase di evoluzione della calcificazione, dalla consistenza, dalla sede e dall’intensità dei sintomi.

In questa guida analizziamo in modo chiaro e completo cause, sintomi, diagnosi e trattamenti, secondo le più recenti evidenze scientifiche e l’esperienza clinica del Dott. Matteo Boldini.

Cos’è la Tendinopatia Calcifica della Spalla

La tendinopatia calcifica – nota anche come tendinite calcifica – è una patologia caratterizzata dall’accumulo di cristalli di calcio nei tendini della cuffia dei rotatori.

L’area più colpita è il tendine del sovraspinato, ma possono essere coinvolti anche:

Il dolore deriva dall’infiammazione e dall’ipossia tendinea, non dal calcio in sé.

Le 3 Fasi della Tendinopatia Calcifica

La malattia evolve in tre fasi precise:

 Fase di formazione

 Fase di riposo

 Fase di riassorbimento

Capire la fase è fondamentale per scegliere il trattamento corretto.

Sintomi della Tendinopatia Calcifica

La tendinopatia calcifica è sintomatica soltanto nel 40% dei casi.

I sintomi più comuni includono:

In fase di riassorbimento il dolore può essere molto intenso, simulando un attacco di spalla congelata o una borsite calcifica.

Cause e Fattori di Rischio

Le cause non sono ancora completamente chiarite. I fattori più riconosciuti sono:

Questo spiega perché molti pazienti sviluppano calcificazioni senza un trauma evidente.

Diagnosi: Come si Riconosce la Tendinopatia Calcifica

La diagnosi precisa richiede:

Visita specialistica

Valutazione del dolore, dei movimenti, della forza e dei segni clinici tipici della cuffia da parte di un medico specialista in medicina fisica e riabilitativa (fisiatra) o di medico specializzato in ortopedia e traumatologia.

Radiografia

-Primo esame utile
-Mostra chiaramente volume e posizione della calcificazione

Ecografia

Fondamentale per capire:

Risonanza magnetica

Indispensabile se si sospetta:

Trattamento Conservativo (Prima Scelta)

Il trattamento conservativo rappresenta la prima terapia e spesso è risolutivo.

Include:

✔ Farmaci antinfiammatorio corticosteroidi

Utili nelle fasi acute per ridurre il dolore.

✔ Fisioterapia mirata

Presso FisioClinic utilizziamo protocolli basati sulla più recente letteratura:

✔ Onde d’urto focali (focalizzate) con e senza ecoguida Storz Medical

La terapia più efficace nella fase di formazione e riposo:

Nota:
Le onde d’urto non frammentano fisicamente le calcificazioni; favoriscono il processo biologico che le rende riassorbibili.

✔ Infiltrazioni ecoguidate

Utili in caso di:

Litoclasia Ecoguidata

La procedura più efficace nei casi selezionati.

In cosa consiste

Sotto guida ecografica si introducono due aghi sottili:

Vantaggi

Non tutte le calcificazioni sono idonee:
serve una valutazione specialistica accurata.

Altre Tecniche Mini-Invasive

Quando Serve la Chirurgia

La chirurgia è indicata solo se:

La procedura più efficace è l’artroscopia, che permette di:

Prognosi

La prognosi è ottima:

Percorso FisioClinic – Centro Colombo Genova

Presso la nostra clinica offriamo:

Prenota una visita con il Dott. Andrea Bertulessi e il Dott. Vittorio Anfossi
per una diagnosi precisa e un percorso terapeutico su misura.

FAQ rapide

La calcificazione può sparire da sola?
Sì, soprattutto in fase di riassorbimento.

Quanto dura il dolore?
Da settimane a mesi, a seconda della fase.

Meglio onde d’urto o litoclasia?
Dipende da fase, consistenza e sintomi.

Sì, ma è meno probabile dopo un trattamento completo.

Edema osseo (Bone Marrow Lesion): Valutazione, Diagnosi e Gestione Fisioterapica

Edema Osseo (Bone Marrow Lesion): Valutazione, Diagnosi e Gestione Fisioterapica

L’edema osseo è una condizione caratterizzata dall’accumulo di liquido all’interno della midollare ossea, spesso in seguito a trauma diretto, microtraumi ripetuti o condizioni sistemiche. È frequentemente identificato tramite risonanza magnetica (RM), che rappresenta il gold standard diagnostico per visualizzare la componente fluida della lesione.

Sebbene definito comunemente “edema”, diversi autori sostengono che il termine sia riduttivo: la componente osservata istologicamente comprende infatti liquido interstiziale, sangue, proteine e cellule infiammatorie, motivo per cui la definizione più corretta sarebbe Bone Marrow Lesion (BML).

Epidemiologia e Profilo del Paziente

L’edema osseo può essere:

È frequente in:

Patofisiologia

Il meccanismo più comune è lo stravaso di liquidi nella spongiosa ossea, favorito da:

In alcuni casi, la lesione può essere primaria e configurarsi come Bone Marrow Lesion Syndrome (BMLS), con:

Diagnosi Differenziale dell’ Edema Osseo

Fondamentale distinguere l’edema osseo da:

Anamnesi: Cosa Riferisce il Paziente

Il paziente può riportare:

Valutazione Clinica dell’Edema Osseo

Generalmente l’edema osseo non presenta segni visibili.
La valutazione comprende:

Gestione Terapeutica

Nella maggior parte dei casi, la prognosi è favorevole e la condizione segue un decorso benigno.

Approccio conservativo (prima scelta)

Comprende:

Nota critica: gli studi sono ancora di qualità moderata-bassa; la fisioterapia punta soprattutto alla gestione sintomatica e alla prevenzione dei maladattamenti funzionali.

2. Approccio chirurgico (solo se fallisce il conservativo)

Possibili procedure:

Prognosi dell’Edema Osseo

L’edema osseo è generalmente autorisolutivo: la presenza di attività osteocitaria, neovascolarizzazione e rimodellamento indica un processo riparativo in corso.

Tipo di edema osseoTempo medio di recupero
BML traumatica2–4 mesi
BML post-chirurgica≈ 1 anno o più
Bone Marrow Lesion Syndrome3–18 mesi

Il fisioterapista ha un ruolo chiave nel guidare l’adattamento, evitare sovraccarichi impropri e prevenire regressioni fisiche o psicologiche.

Infortuni nel Basket: Cause, Sintomi, Prevenzione e Trattamento Fisioterapico

Introduzione agli Infortuni nel Basket

Una guida completa per atleti, genitori e appassionati

Il basket è uno sport spettacolare, fatto di esplosività, salti, accelerazioni improvvise e cambi di direzione millimetrici. Tutto questo rende il gioco affascinante, ma allo stesso tempo espone l’atleta a un rischio significativo di infortuni, sia acuti (come distorsioni e traumi da contatto) sia da sovraccarico (tendiniti, infiammazioni, rigidità).

Alla FisioClinic – Centro Colombo Genova, grazie alla nostra esperienza con atleti amatoriali, professionisti e giovani cestisti, vediamo quotidianamente le conseguenze di questi gesti atletici ripetuti. Per questo abbiamo sviluppato percorsi di valutazione, trattamento e prevenzione specifici per chi pratica la pallacanestro.

Di seguito trovi una panoramica dettagliata sulle lesioni più comuni, su come riconoscerle e sulle strategie più efficaci per recuperare e prevenire recidive.

Distorsioni e Instabilità della Caviglia

Le distorsioni di caviglia sono l’infortunio numero uno nel basket. Lo scenario tipico è conosciuto: ricadute da un salto, atterraggi su un piede avversario, cambi di direzione molto rapidi o contatti sotto canestro.

Perché avvengono?
La caviglia lavora costantemente in situazioni di instabilità. Se i muscoli stabilizzatori non sono pronti, basta un piccolo errore di appoggio per produrre una lesione.

Lesioni più frequenti:

Come interveniamo in FisioClinic:

Ginocchio: LCA, Menischi e Tendinopatia Rotulea

Il ginocchio è il grande “ammortizzatore” del cestista. Salti, atterraggi e frenate lo sottopongono a carichi notevoli.

Infortuni tipici nel basket:

Approccio FisioClinic:

Tendinopatie: Achille, Rotuleo e Fascia Plantare

Le tendinopatie sono spesso legate a sovraccarico, errori tecnici o scarpe non adeguate.

I tendini più coinvolti:

Fattori di rischio:

Trattamento FisioClinic:

Lesioni Muscolari: Strappi e Contratture

Gli sprint e i cambi di ritmo rapidi rendono frequenti le lesioni muscolari.

Muscoli più coinvolti:

Cosa facciamo in FisioClinic:

Spalla: Lussazioni, Cuffia e Lesione SLAP

Nel basket la spalla è costantemente coinvolta in lanci, contatti e movimenti sopra la testa.

Lesioni frequenti:

Intervento FisioClinic:

Perché Avvengono gli Infortuni nel Basket?

Cosa fare subito dopo un infortunio nel Basket0?

➡ Fase acuta: protocollo P.E.A.C.E.
➡ Fase subacuta: protocollo L.O.V.E.

Evita il riposo prolungato e l’uso non necessario del ghiaccio: nelle lesioni non traumatiche può rallentare la guarigione.

È indispensabile:

Il percorso FisioClinic – Centro Colombo Genova

Presso la nostra struttura troverai un team specializzato in riabilitazione sportiva:

Il nostro obiettivo è portarti dal dolore al ritorno in campo nel modo più sicuro e performante possibile.

Prenota la tua Visita Specialistica Fisiatrica, Ortopedica o Fisioterapica!

Desideri una valutazione con uno dei nostri professionisti?
Puoi chiamarci, inviarci una mail oppure prenotare direttamente cliccando sul nome del medico o del fisioterapista che preferisci qui sotto!

Infiltrazioni Ecoguidate: Trattamento Preciso e Sicuro per Infiammazioni e Artrosi

Introduzione alle Infiltrazioni Ecoguidate

Le infiltrazioni ecoguidate rappresentano oggi una delle tecniche più efficaci e sicure per trattare dolore articolare, tendinopatie, infiammazioni croniche e patologie degenerative.
A differenza delle infiltrazioni tradizionali “alla cieca”, la guida ecografica consente di visualizzare in tempo reale ago, tessuti, strutture nervose e il punto esatto di rilascio del farmaco, garantendo accuratezza millimetrica e massima sicurezza.

Presso la FisioClinic del Centro Colombo – Genova, le infiltrazioni ecoguidate vengono eseguite esclusivamente da fisiatri esperti:

professionisti altamente specializzati nelle procedure infiltrative ecoguidate per patologie muscolo-scheletriche.

Come si Eseguono le Infiltrazioni Ecoguidate?

La procedura dura mediamente 10 minuti e viene eseguita in ambulatorio:

Valutazione e localizzazione dell’area da trattare

Il medico utilizza la sonda ecografica per:

Inserimento dell’ago e rilascio del farmaco

L’ago, molto sottile, viene monitorato in tempo reale fino al bersaglio terapeutico.
Questo consente di:

Post-procedura

Il paziente può tornare alle attività quotidiane già dal giorno successivo, salvo diversa indicazione medica.

Aree Anatomiche che Possono Essere Trattate con Infiltrazioni Ecoguidate

Grazie alla guida ecografica, è possibile trattare articolazioni e tessuti superficiali e profondi con assoluta precisione.

Articolazioni

Tendini e inserzioni tendinee

Borse sierose e strutture periarticolari

Strutture profonde

Cosa Possono Contenere le Infiltrazioni Ecoguidate?

Il medico seleziona la terapia in base alla patologia:

Principali Indicazioni Cliniche

Le infiltrazioni ecoguidate vengono utilizzate per trattare con precisione:

Perché Scegliere le l’Infiltrazioni Ecoguidate?

Precisione millimetrica

Il farmaco viene iniettato esattamente nel punto patologico.

Più efficace delle infiltrazioni “alla cieca”

Il rilascio mirato aumenta notevolmente l’efficacia terapeutica.

Sicurezza superiore

La guida ecografica evita di danneggiare nervi, tendini o vasi sanguigni.

Riduzione immediata del dolore

Molti pazienti avvertono beneficio già entro 48–72 ore.

Procedure rapide e ben tollerate

Infiltrazioni Ecoguidate Presso la FisioClinic – Centro Colombo Genova

Le procedure sono eseguite dal Dott. Andrea Bertulessi e dal Dott. Vittorio Anfossi, fisiatri esperti nella gestione del dolore muscolo-scheletrico e nelle tecniche infiltrative ecoguidate.

Presso la FisioClinic il percorso include:

Conclusioni

Le infiltrazioni ecoguidate rappresentano oggi uno degli strumenti terapeutici più efficaci e sicuri nella gestione del dolore articolare, tendineo e muscolo-scheletrico.
La possibilità di visualizzare in tempo reale strutture, ago e punto esatto di rilascio del farmaco garantisce una precisione impossibile da ottenere con le infiltrazioni tradizionali “alla cieca”, migliorando l’efficacia del trattamento e riducendo drasticamente rischi e discomfort.

L’approccio multidisciplinare della FisioClinic permette non solo di ridurre rapidamente il dolore, ma soprattutto di affrontare la causa del problema, migliorare la funzionalità e prevenire recidive.

Se soffri di dolore articolare, tendinite, borsite, artrosi o una problematica muscolo-scheletrica persistente, una valutazione specialistica mirata può fare la differenza.

FisioClinic – Centro Colombo, Genova
Prenota una visita con i nostri fisiatri esperti e scopri se un’infiltrazione ecoguidata è il trattamento più adatto a te.