
Il mal di testa è un disturbo molto comune, ma non tutte le cefalee hanno la stessa origine e richiedono lo stesso trattamento.
Emicrania, cefalea tensiva, cefalea a grappolo e cefalea cervicogenica possono presentare alcuni sintomi simili, ma sono condizioni differenti. Per questo motivo, prima di iniziare un trattamento fisioterapico è fondamentale individuare correttamente il tipo di mal di testa e verificare che non siano presenti segnali che richiedano una valutazione medica.
La fisioterapia può essere particolarmente utile quando il dolore è associato a una disfunzione del rachide cervicale, a riduzione della mobilità del collo, a posture prolungate o a difficoltà nel controllo e nella resistenza della muscolatura cervicale.
Le cefalee vengono generalmente distinte in primarie e secondarie.
Nelle cefalee primarie il mal di testa rappresenta il disturbo principale. Tra queste rientrano:
Le cefalee secondarie, invece, sono attribuite a un’altra condizione. La cefalea cervicogenica è classificata come cefalea secondaria perché il dolore viene ricondotto a un disturbo del rachide cervicale o dei tessuti del collo.
Questa distinzione è importante: avere contemporaneamente dolore cervicale e mal di testa non significa automaticamente soffrire di cefalea cervicogenica.
L’emicrania senza aura si manifesta generalmente attraverso attacchi della durata compresa tra 4 e 72 ore, se non trattati o trattati senza successo.
Il dolore presenta spesso alcune di queste caratteristiche:
Secondo i criteri ICHD-3, per la diagnosi sono richiesti almeno cinque attacchi che rispettino le caratteristiche previste.
Il dolore cervicale può comparire anche nelle persone con emicrania. La sua presenza, quindi, non dimostra da sola che il mal di testa abbia origine dal collo.
Nell’emicrania con aura, il mal di testa può essere preceduto o accompagnato da sintomi neurologici transitori.
L’aura può comprendere, per esempio:
Una prima aura, un cambiamento improvviso delle sue caratteristiche o sintomi neurologici insoliti richiedono una valutazione medica, soprattutto quando non sono mai stati diagnosticati in precedenza.
La cefalea di tipo tensivo, abbreviata in TTH, presenta generalmente un dolore:
Può essere presente fotofobia oppure fonofobia, ma normalmente non entrambe contemporaneamente. Nausea e vomito non sono caratteristiche tipiche.
La durata può variare da circa 30 minuti a diversi giorni.
La cefalea tensiva può essere episodica oppure cronica. La forma cronica è caratterizzata da sintomi presenti per almeno 15 giorni al mese per più di tre mesi, secondo i criteri classificativi internazionali.
Anche in questo caso, tensione dei muscoli cervicali e dolore al collo possono essere presenti, ma non costituiscono da soli la causa della cefalea.
La cefalea a grappolo provoca attacchi di dolore molto intenso, solitamente unilaterale e localizzato intorno all’occhio, sopra l’occhio o nella regione temporale.
Gli attacchi non trattati durano in genere tra 15 e 180 minuti e possono ripetersi più volte nella stessa giornata.
Il dolore può essere accompagnato, dallo stesso lato, da:
Durante l’attacco il paziente può apparire irrequieto e incapace di stare fermo. La cefalea a grappolo richiede un inquadramento medico specifico e non deve essere trattata come un semplice disturbo cervicale.
La cefalea cervicogenica è un mal di testa secondario attribuito a una problematica del rachide cervicale.
Il dolore viene percepito alla testa, ma la possibile origine è localizzata nel collo. La relazione può dipendere dalla convergenza tra afferenze sensitive provenienti dai segmenti cervicali superiori e vie nervose coinvolte nella percezione del dolore cranico.
La cefalea cervicogenica può essere associata a:
La diagnosi non dovrebbe però essere formulata sulla base di un singolo sintomo. Gli stessi criteri ICHD richiedono evidenze che colleghino il mal di testa alla condizione cervicale.
No.
Il dolore al collo è frequente anche nell’emicrania e nella cefalea tensiva. È quindi possibile che il paziente presenti contemporaneamente cervicalgia e cefalea senza che il collo rappresenti necessariamente la causa primaria del mal di testa.
La diagnosi differenziale deve prendere in considerazione:
Attribuire rapidamente ogni mal di testa alla “cervicale” rischia di portare a trattamenti non appropriati e di ritardare un corretto inquadramento medico.
Dopo un trauma cervicale, come un colpo di frusta, può comparire mal di testa.
Ciò non significa, però, che ogni cefalea successiva al trauma sia automaticamente cervicogenica. Il trauma può essere associato a caratteristiche simili a diverse forme di cefalea e richiede un’attenta valutazione, soprattutto quando i sintomi sono nuovi, intensi o accompagnati da disturbi neurologici.
In presenza di trauma recente, la decisione di iniziare un trattamento cervicale deve essere preceduta dalla verifica di eventuali controindicazioni o necessità di approfondimento medico.
La maggior parte dei mal di testa non è legata a patologie gravi. Alcune caratteristiche rappresentano però possibili segnali d’allarme.
È opportuno richiedere rapidamente una valutazione medica in caso di:
I sistemi di screening clinico come SNOOP aiutano i professionisti a riconoscere caratteristiche compatibili con una possibile cefalea secondaria.
La valutazione inizia con un colloquio approfondito.
Il professionista raccoglie informazioni su:
Quando il quadro è compatibile con una possibile componente cervicale e non emergono segnali d’allarme, la valutazione funzionale può comprendere:
Non esiste però un singolo test capace di diagnosticare da solo la cefalea cervicogenica. La conclusione nasce dall’insieme di anamnesi, esame clinico e, quando necessario, valutazione medica.
Quando il mal di testa è accompagnato da dolore cervicale, limitazioni funzionali o sospetta componente muscoloscheletrica, può essere indicata una visita fisiatrica.
Alla FisioClinic del Centro Colombo Genova, le visite fisiatriche vengono effettuate dal:
Il fisiatra valuta il quadro clinico, identifica eventuali indicazioni o controindicazioni alla riabilitazione e contribuisce alla definizione di un percorso terapeutico personalizzato.
Quando i sintomi non risultano compatibili con una problematica prevalentemente muscoloscheletrica, può essere necessario indirizzare il paziente al medico di medicina generale, al neurologo o a un altro specialista.
Questo passaggio è essenziale: la fisioterapia non deve sostituire l’inquadramento medico delle cefalee primarie o delle possibili cause secondarie.
La fisioterapia può avere un ruolo soprattutto nei pazienti in cui sono stati identificati segni compatibili con una cefalea cervicogenica o una rilevante componente cervicale.
Alla FisioClinic il percorso può essere seguito dal:
Il programma viene costruito sulla base della valutazione individuale e può comprendere:
Una revisione del 2023 ha rilevato che l’esercizio terapeutico può ridurre intensità, frequenza e disabilità nella cefalea cervicogenica, pur sottolineando la necessità di ulteriori studi di elevata qualità. Un trial del 2024 ha inoltre osservato benefici aggiuntivi associando una specifica terapia manuale all’esercizio.
Le evidenze più recenti suggeriscono quindi un possibile vantaggio degli approcci multimodali, ma non autorizzano a considerare una singola tecnica efficace per tutti i pazienti.
La terapia manuale può comprendere tecniche differenti, come mobilizzazioni articolari e trattamento dei tessuti molli.
Eviterei però di affermare che la manipolazione cervicale sia sempre la soluzione migliore.
La scelta deve dipendere da:
In particolare, le tecniche ad alta velocità sulla regione cervicale devono essere precedute da un’attenta valutazione e non sono indispensabili per ottenere un beneficio.
Un percorso può essere efficace anche attraverso esercizio terapeutico, mobilizzazioni non impulsive, educazione e progressione del carico.
Il massaggio può aiutare alcuni pazienti a percepire una temporanea riduzione della tensione o del dolore cervicale.
Non dovrebbe però essere presentato come una tecnica capace di:
Può essere utilizzato come parte di un trattamento più ampio quando la risposta individuale ne giustifica l’impiego.
Presso la FisioClinic sono disponibili tecnologie come Tecarterapia e Terapia Combinata SIN200 di Winform Medical Engineering, oltre ad altre terapie fisiche.
Nel caso di mal di testa e dolore cervicale, questi strumenti non devono essere considerati trattamenti diretti dell’emicrania, della cefalea a grappolo o di altre cefalee primarie.
Possono eventualmente essere valutati, quando indicati, come supporto per una componente muscoloscheletrica associata, per esempio in presenza di dolore e rigidità cervicale.
La tecnologia deve comunque restare subordinata a:
Non scriverei quindi che Tecar o SIN200 “combattono l’infiammazione a livello cellulare” o “rigenerano i tessuti”: sono affermazioni troppo assolute e difficili da sostenere per una pagina sanitaria affidabile.
Non tutti gli episodi di mal di testa possono essere prevenuti attraverso la fisioterapia.
Quando esiste una componente cervicale, possono però essere utili:
Tenere un diario del mal di testa può aiutare il medico e il fisioterapista a riconoscere andamento, fattori scatenanti e risposta al trattamento.
Alla FisioClinic del Centro Colombo Genova, il paziente con dolore cervicale associato a mal di testa può accedere a un percorso multidisciplinare.
Le visite fisiatriche vengono effettuate dal Dott. Vittorio Anfossi e dal Dott. Andrea Bertulessi.
La fisioterapia specialistica viene svolta dal Dott. Andrea Secchi, dalla Dott.ssa Francesca Tofani, dal Dott. Andrea Motta e dalla Dott.ssa Eleonora Pozzo.
L’obiettivo non è applicare lo stesso trattamento a tutte le persone che riferiscono “cervicale e mal di testa”.
Il percorso parte dalla domanda più importante:
il mal di testa deriva realmente dal collo oppure il dolore cervicale è uno dei sintomi associati a un’altra forma di cefalea?
Solo dopo aver chiarito questo punto è possibile definire un trattamento coerente, sicuro e personalizzato.
“Mal di testa cervicale” è un’espressione comune. Il termine clinico più appropriato è cefalea cervicogenica, una cefalea secondaria attribuita a un disturbo del collo.
Una possibile componente cervicogenica può essere sospettata quando il dolore è associato a riduzione della mobilità cervicale, peggiora con determinati movimenti o posture e viene riprodotto durante la valutazione del collo. La diagnosi richiede comunque un inquadramento clinico.
L’emicrania presenta spesso dolore pulsante, nausea, fotofobia, fonofobia e peggioramento con l’attività. La cefalea cervicogenica è invece associata a una problematica cervicale e può essere provocata o aggravata dai movimenti del collo. Le due condizioni possono tuttavia sovrapporsi.
Sì. Molte persone con emicrania riferiscono anche dolore o rigidità cervicale. Questo non significa automaticamente che l’emicrania sia causata dalla cervicale.
La fisioterapia può essere utile soprattutto nella cefalea cervicogenica o quando esiste una componente muscoloscheletrica rilevante. Non rappresenta il trattamento principale di tutte le forme di mal di testa.
Il programma può comprendere esercizi di controllo motorio cervicale, rinforzo dei muscoli del collo e delle scapole, mobilità toracica e progressione della tolleranza alle attività. Gli esercizi devono essere scelti dopo una valutazione individuale.
No. Possono essere valutate in casi selezionati, ma non sono indispensabili. Il trattamento può integrare esercizio, mobilizzazioni, educazione e altre tecniche manuali meno intensive.
No. La Tecarterapia non deve essere presentata come trattamento dell’emicrania. Può eventualmente essere valutata come supporto in presenza di una componente muscoloscheletrica cervicale, all’interno di un percorso più completo.
È necessario richiedere una valutazione urgente in caso di dolore improvviso e violentissimo, febbre, trauma, deficit neurologici, confusione, perdita di coscienza o cambiamento importante delle caratteristiche abituali.
La prima valutazione può coinvolgere il medico. In presenza di una sospetta componente cervicale possono essere indicati il fisiatra e il fisioterapista. Quando necessario, il paziente deve essere indirizzato al neurologo o ad altri specialisti.
Alla FisioClinic del Centro Colombo Genova è possibile effettuare visite fisiatriche con il Dott. Vittorio Anfossi e il Dott. Andrea Bertulessi e percorsi personalizzati di fisioterapia specialistica.
La durata dipende dalla frequenza dei sintomi, dalla presenza di limitazioni cervicali, dalla risposta al trattamento e dagli obiettivi del paziente. Non esiste un numero di sedute valido per tutti.
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dott. Andrea Bertulessi – Fisiatra
dott. Vittorio Anfossi – Fisiatra
dott. Alessandro Grondona – Ortopedico
dott. Andrea Secchi – Fisioterapista
dott.ssa Francesca Tofani – Fisioterapista
dott. Andrea Motta – Fisioterapista
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