
Molti sportivi commettono un errore molto comune: appena il dolore diminuisce o scompare completamente riprendono ad allenarsi convinti che l'infortunio sia ormai superato.
In realtà, la scomparsa del dolore rappresenta soltanto una delle tappe del recupero.
Muscoli, tendini, legamenti e articolazioni devono infatti recuperare completamente forza, mobilità, coordinazione, equilibrio, resistenza e controllo neuromuscolare prima di poter affrontare nuovamente gli stress tipici dell'attività sportiva.
Per questo motivo, dopo la riabilitazione fisioterapica, entra in gioco una fase fondamentale: la riatletizzazione post infortunio.
Si tratta di un percorso personalizzato che accompagna gradualmente l'atleta verso il ritorno all'allenamento e successivamente alla competizione, riducendo il rischio di nuovi infortuni.
La riatletizzazione è l'ultima fase del recupero funzionale.
Ha l'obiettivo di riportare l'atleta ad una condizione uguale o addirittura migliore rispetto a quella precedente all'infortunio.
Non consiste semplicemente nell'eseguire esercizi più intensi, ma rappresenta un vero percorso di preparazione progressiva durante il quale vengono recuperate tutte le capacità richieste dalla disciplina sportiva praticata.
Ogni programma viene costruito sulle caratteristiche del paziente, sul tipo di trauma subito, sul livello sportivo e sugli obiettivi da raggiungere.
Numerosi studi dimostrano che il rischio di recidiva aumenta significativamente quando il ritorno allo sport avviene troppo precocemente.
Anche se il dolore è scomparso, possono infatti persistere deficit di:
Questi deficit alterano il gesto atletico aumentando il sovraccarico delle strutture biologiche.
Una corretta riatletizzazione consente invece di:
Lo scopo principale è controllare il dolore, ridurre l'infiammazione e recuperare il movimento.
In questa fase possono essere integrate, quando indicate dal medico e dal fisioterapista:
L'obiettivo è creare le migliori condizioni biologiche per iniziare il recupero funzionale.
Quando il dolore è sotto controllo si lavora sul recupero delle capacità motorie.
Gli esercizi comprendono:
Questa rappresenta la fase di collegamento tra la fisioterapia e il ritorno allo sport.
È la fase finale.
Gli esercizi vengono progressivamente adattati allo sport praticato.
Un calciatore lavorerà su cambi di direzione, sprint e calci.
Un runner sulla corsa e sulla gestione dei carichi.
Un pallavolista su salti e atterraggi.
Un tennista sulla rapidità laterale e sui movimenti specifici.
L'intensità aumenta gradualmente fino a raggiungere i livelli richiesti dalla competizione.
Il percorso mira a recuperare:
L'obiettivo finale non è semplicemente tornare a giocare, ma farlo riducendo al minimo il rischio di una nuova lesione.
Alla FisioClinic Centro Colombo il percorso viene costruito da un'équipe composta da fisiatri, ortopedici, fisioterapisti e professionisti dell'esercizio terapeutico.
L'approccio multidisciplinare consente di seguire ogni paziente dalla diagnosi fino al ritorno all'attività sportiva, adattando continuamente il programma in base ai progressi ottenuti.
Quando necessario, il percorso riabilitativo può essere integrato con onde d'urto focali e radiali, Limfa Therapy, magnetoterapia CEMP, terapia manuale, esercizio terapeutico e altre tecnologie avanzate per favorire il recupero funzionale.
Non esiste un tempo valido per tutti.
Il ritorno allo sport deve basarsi sul raggiungimento di specifici criteri clinici e funzionali e non soltanto sulla scomparsa del dolore.
Prima del rientro vengono valutati:
Solo quando questi parametri risultano soddisfacenti è possibile riprendere gli allenamenti in sicurezza.
La riatletizzazione rappresenta il ponte tra la riabilitazione e il ritorno allo sport.
Affrontarla con un percorso personalizzato significa non soltanto recuperare dall'infortunio, ma tornare più preparati, più sicuri e con un rischio significativamente inferiore di recidive.
Presso FisioClinic del Centro Colombo Genova il percorso viene personalizzato in base alla disciplina sportiva, al tipo di lesione e agli obiettivi del paziente, integrando competenze specialistiche, esercizio terapeutico e tecnologie riabilitative di ultima generazione per accompagnare ogni sportivo verso un ritorno all'attività in piena sicurezza.
Generalmente dopo la fase iniziale della riabilitazione, quando dolore e infiammazione sono sotto controllo e il paziente ha recuperato una buona mobilità articolare. La decisione dipende dal tipo di lesione e dalla valutazione dello specialista.
La fisioterapia ha l'obiettivo di recuperare la funzione dell'arto o del distretto interessato. La riatletizzazione prepara invece il paziente al ritorno allo sport, recuperando forza, coordinazione, resistenza e gesto atletico specifico.
Sì, in presenza di specifiche indicazioni cliniche, le onde d'urto focali o radiali possono essere integrate nel percorso per trattare tendinopatie, calcificazioni e alcune patologie muscolo-tendinee.
La Limfa Therapy può contribuire a ridurre dolore ed edema e a favorire il recupero funzionale dei tessuti, risultando utile in alcuni percorsi riabilitativi secondo valutazione clinica.
La magnetoterapia CEMP viene spesso utilizzata nei ritardi di consolidazione ossea, nell'edema osseo e durante il recupero dopo alcune fratture o interventi chirurgici, sempre quando appropriato dal punto di vista clinico.
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dott. Andrea Bertulessi – Fisiatra
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