
Per molti anni il consiglio più comune rivolto a chi soffriva di mal di schiena era semplice: riposare, evitare i movimenti e aspettare che il dolore passasse.
Oggi sappiamo che questo approccio, in molti casi, non solo non accelera il recupero, ma può addirittura rallentarlo.
Il mal di schiena (Low Back Pain o LBP) rappresenta una delle principali cause di disabilità nel mondo e una delle problematiche più frequentemente trattate nei centri di fisioterapia. Negli ultimi trent'anni la ricerca scientifica ha rivoluzionato la comprensione di questa condizione, portando a un cambiamento radicale delle strategie terapeutiche.
Tuttavia, come dimostrano numerosi studi, le pratiche cliniche obsolete impiegano spesso molti anni prima di essere completamente abbandonate.
Un importante studio pubblicato da Coenen e collaboratori nel 2023 ha analizzato l'evoluzione delle cure per il mal di schiena nei Paesi Bassi tra il 1991 e il 2018.
L'obiettivo era verificare quanto rapidamente la pratica clinica avesse recepito le raccomandazioni delle linee guida internazionali, che da tempo sconsigliano diversi trattamenti ritenuti poco efficaci o potenzialmente dannosi.
I ricercatori hanno esaminato cinque interventi storicamente molto diffusi.
Per decenni il riposo assoluto è stato considerato il trattamento di prima scelta.
Le evidenze attuali dimostrano invece che mantenere un livello adeguato di attività fisica, compatibilmente con i sintomi, favorisce un recupero più rapido e una minore probabilità di sviluppare dolore cronico.
Anche nei pazienti con ernia discale il riposo prolungato non si è dimostrato superiore a un approccio gradualmente attivo.
Oggi le linee guida suggeriscono di evitare l'immobilità prolungata e promuovere il movimento entro i limiti della tollerabilità.
In passato alcuni interventi chirurgici venivano eseguiti con maggiore frequenza rispetto a oggi.
Le attuali indicazioni chirurgiche sono molto più selettive e vengono riservate ai casi in cui il trattamento conservativo non abbia fornito risultati adeguati.
La fusione spinale per il semplice mal di schiena degenerativo non specifico è oggi considerata una procedura da valutare con estrema cautela.
Le evidenze scientifiche mostrano infatti benefici limitati rispetto ai potenziali rischi e costi dell'intervento.
Molte infiltrazioni e procedure invasive sono oggi raccomandate solo in casi specifici e dopo un'attenta valutazione clinica.
L'obiettivo attuale non è semplicemente ridurre il dolore nel breve periodo, ma migliorare la funzionalità e la qualità di vita nel lungo termine.
I risultati sono stati sorprendenti.
Sebbene le linee guida internazionali avessero già sconsigliato molti di questi trattamenti dagli anni Novanta, la loro eliminazione dalla pratica clinica è stata estremamente lenta.
Lo studio ha evidenziato che:
Questi dati dimostrano quanto possa essere difficile trasferire rapidamente le evidenze scientifiche nella pratica clinica quotidiana.
Le moderne linee guida internazionali concordano su alcuni principi fondamentali.
Salvo rare eccezioni, il movimento rappresenta una parte fondamentale del recupero.
Restare completamente fermi può favorire:
Non esiste un esercizio universale valido per tutti.
La fisioterapia moderna prevede programmi costruiti sulle caratteristiche del singolo paziente, tenendo conto di:
Comprendere il significato del dolore rappresenta una componente essenziale del trattamento.
Molte persone sviluppano comportamenti di evitamento che possono contribuire al mantenimento dei sintomi.
Nei casi più complessi il trattamento può richiedere la collaborazione tra fisioterapista, fisiatra, ortopedico e altri professionisti sanitari.
La fisioterapia moderna non si limita al trattamento del sintomo.
L'obiettivo è aiutare il paziente a recuperare:
Il percorso può includere:
Presso la FisioClinic del Centro Colombo Genova il trattamento del mal di schiena si basa sulle più recenti evidenze scientifiche e sulle linee guida internazionali.
Il percorso riabilitativo viene personalizzato e può coinvolgere:
L'obiettivo non è soltanto ridurre il dolore, ma permettere al paziente di tornare alle proprie attività quotidiane, lavorative e sportive nel modo più sicuro ed efficace possibile.
La ricerca scientifica ha dimostrato che molte strategie utilizzate in passato per il trattamento del mal di schiena non rappresentano più la scelta migliore.
Oggi sappiamo che movimento, esercizio terapeutico, educazione del paziente e fisioterapia basata sulle evidenze costituiscono i pilastri fondamentali della gestione della lombalgia.
Affidarsi a professionisti aggiornati significa beneficiare delle migliori conoscenze disponibili e aumentare le probabilità di ottenere un recupero duraturo.
Nella maggior parte dei casi no. Le linee guida internazionali consigliano di mantenere un livello adeguato di attività fisica compatibile con i sintomi.
Sì. Camminare rappresenta spesso una delle attività più consigliate nelle fasi iniziali del recupero.
Dipende dalla causa e dalle caratteristiche del paziente. In molti casi la fisioterapia basata sull'esercizio terapeutico rappresenta il trattamento di prima scelta.
La risonanza magnetica non è sempre necessaria. Viene generalmente richiesta in presenza di sintomi specifici o quando il medico ritiene opportuno approfondire la diagnosi.
Molte ernie discali migliorano con il trattamento conservativo e la fisioterapia, senza necessità di chirurgia.
Sì. Numerosi studi dimostrano che l'esercizio terapeutico e l'educazione del paziente possono migliorare significativamente dolore e funzionalità.
Sì, ma evitare completamente il movimento può contribuire a mantenere il problema. Un fisioterapista può aiutare a riprendere gradualmente le attività in sicurezza.
La durata varia in base alla causa, alla gravità dei sintomi e agli obiettivi del paziente.
Quando il dolore persiste, limita le attività quotidiane o richiede una valutazione specialistica per definire il percorso terapeutico più appropriato.
Presso la FisioClinic del Centro Colombo Genova è possibile effettuare visite fisiatriche e percorsi di fisioterapia personalizzati basati sulle più recenti evidenze scientifiche.
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