
Il mal di schiena in gravidanza è uno dei disturbi muscolo-scheletrici più frequenti durante la gestazione. Si stima che tra il 40% e il 70% delle donne sviluppi dolore lombare o dolore al bacino nel corso della gravidanza, con una prevalenza riportata in letteratura che varia dal 4% al 76% in base ai criteri diagnostici utilizzati.
Sebbene venga spesso considerato una normale conseguenza della gravidanza, il Low Back Pain (LBP) e il Pelvic Girdle Pain (PGP) possono compromettere significativamente la qualità della vita della futura mamma.
Il dolore può rendere difficili attività quotidiane come:
Fortunatamente, nella maggior parte dei casi, un percorso fisioterapico personalizzato può ridurre il dolore e migliorare la funzionalità senza ricorrere ai farmaci.
Il dolore nasce dall'associazione di diversi fattori.
Durante la gravidanza aumenta la produzione di relaxina, ormone che rende più elastici legamenti e articolazioni in preparazione al parto.
Questo fenomeno interessa soprattutto:
La maggiore mobilità articolare può però determinare instabilità e sovraccarico meccanico.
Con la crescita dell'utero:
Il risultato è un incremento delle sollecitazioni sulla colonna vertebrale.
Il progressivo aumento del peso durante la gravidanza determina un maggiore carico su:
La progressiva distensione della parete addominale riduce il supporto anteriore della colonna, costringendo i muscoli lombari ad un lavoro maggiore.
Stress, ansia, riduzione del sonno e stanchezza possono aumentare la percezione del dolore.
È importante distinguere due condizioni diverse.
Il dolore interessa principalmente la parte bassa della schiena.
È generalmente localizzato sopra il sacro e aumenta con:
Il dolore interessa il bacino.
Può comparire:
È particolarmente frequente durante:
Molte donne presentano contemporaneamente entrambe le condizioni.
I sintomi più frequenti comprendono:
È consigliabile una valutazione fisioterapica o fisiatrica quando:
La diagnosi si basa principalmente su:
Gli esami strumentali vengono richiesti solo quando realmente necessari.
Sì.
Le linee guida internazionali indicano la fisioterapia come uno dei trattamenti più sicuri ed efficaci.
L'obiettivo è:
Ogni programma viene personalizzato.
Tra gli esercizi più utilizzati troviamo:
Gli esercizi vengono adattati al trimestre di gravidanza e alle condizioni cliniche della paziente.
È consigliabile evitare:
Nella maggior parte dei casi migliora spontaneamente.
Tuttavia, una piccola percentuale di donne continua ad avere dolore oltre le 6-12 settimane dal parto.
In questi casi una presa in carico fisioterapica precoce riduce il rischio di cronicizzazione.
Presso FisioClinic Centro Colombo Genova eseguiamo valutazioni fisioterapiche personalizzate per il trattamento del mal di schiena e del dolore pelvico durante la gravidanza.
Il percorso riabilitativo viene costruito rispettando il trimestre di gravidanza, le indicazioni del ginecologo e le esigenze della futura mamma, con l'obiettivo di ridurre il dolore, migliorare la qualità della vita e accompagnare la gestazione in modo sicuro e attivo.
Sì, è molto frequente, ma non deve essere considerato inevitabile. La fisioterapia può aiutare a ridurre il dolore e migliorare la qualità della vita.
Può comparire già nel primo trimestre, ma è più frequente dal secondo e soprattutto nel terzo trimestre.
La lombalgia interessa principalmente la colonna lombare, mentre il Pelvic Girdle Pain coinvolge le articolazioni del bacino, le sacroiliache e la sinfisi pubica.
Sì. Se eseguita da fisioterapisti esperti e adattata al trimestre di gravidanza, rappresenta uno dei trattamenti conservativi più sicuri ed efficaci.
No, se prescritti correttamente. L'esercizio terapeutico personalizzato è uno dei trattamenti con le migliori evidenze scientifiche.
Generalmente sì, purché il programma sia adattato alla fase della gravidanza e alle eventuali indicazioni del ginecologo.
Quando il dolore è molto intenso, compare improvvisamente, è associato a febbre, perdita di forza, alterazioni della sensibilità, sanguinamento, contrazioni o altri sintomi non compatibili con un comune dolore muscolo-scheletrico.
Nella maggior parte dei casi sì, ma in alcune donne può persistere. Un trattamento precoce riduce il rischio di dolore cronico post-partum.
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