
La spalla congelata, conosciuta anche come capsulite adesiva, è una condizione caratterizzata da dolore, progressiva perdita di mobilità e importante limitazione funzionale dell'articolazione della spalla.
Si tratta di una patologia relativamente frequente, che colpisce soprattutto persone tra i 40 e i 65 anni e che può compromettere in modo significativo le attività quotidiane come vestirsi, pettinarsi, guidare o raggiungere oggetti sopra la testa.
Negli ultimi anni la ricerca scientifica ha però iniziato a mettere in discussione alcuni aspetti della terminologia tradizionalmente utilizzata per descrivere questa patologia.
In medicina le parole non servono soltanto a descrivere una malattia.
La terminologia influenza:
Per questo motivo la comunità scientifica continua a discutere quale sia il termine più appropriato per descrivere la cosiddetta "spalla congelata".
Il termine "capsulite adesiva" nasce da una visione anatomica della patologia.
Secondo questa interpretazione il dolore e la rigidità sarebbero causati dalla presenza di aderenze e alterazioni della capsula articolare della spalla.
Tuttavia numerosi studi hanno evidenziato che non tutti i pazienti presentano vere aderenze capsulari.
Questo significa che il termine potrebbe non descrivere accuratamente tutti i casi clinici.
L'espressione "frozen shoulder" o "spalla congelata" è probabilmente quella più diffusa.
Il vantaggio principale è che descrive immediatamente il sintomo più evidente:
Tuttavia anche questa definizione presenta alcuni limiti.
La rigidità non rappresenta sempre il sintomo predominante in tutte le fasi della malattia.
Nelle fasi iniziali, ad esempio, il dolore può essere molto più importante della limitazione articolare.
Negli ultimi anni alcuni ricercatori hanno proposto una definizione più moderna:
Frozen Shoulder Contracture Syndrome (FSCS).
Questa terminologia presenta diversi vantaggi.
Non presuppone la presenza di aderenze
Il termine elimina il concetto di "adesione capsulare", che non è presente in tutti i pazienti.
Descrive meglio la sindrome clinica
La patologia viene considerata come una combinazione di:
Tiene conto delle nuove conoscenze scientifiche
Le evidenze più recenti suggeriscono che il ruolo della contrattura capsulare e muscolare sia probabilmente più importante rispetto alla semplice presenza di aderenze.
I sintomi possono comparire gradualmente e peggiorare nel corso dei mesi.
Tra i più frequenti troviamo:
È caratterizzata da:
Può durare da 2 a 9 mesi.
Il dolore tende a diminuire progressivamente ma la limitazione articolare diventa più evidente.
Può durare da 4 a 12 mesi.
La mobilità migliora lentamente e gradualmente.
La durata può variare da alcuni mesi fino a oltre un anno.
Il trattamento deve essere personalizzato in base alla fase della patologia.
La fisioterapia rappresenta uno dei principali strumenti terapeutici.
Gli obiettivi sono:
Il percorso può comprendere:
Nei casi selezionati può essere indicata l'idrodistensione capsulare ecoguidata.
Si tratta di una procedura minimamente invasiva eseguita dal medico fisiatra sotto guida ecografica che consiste nell'introduzione controllata di soluzione fisiologica all'interno della capsula articolare.
L'obiettivo è:
Presso la FisioClinic del Centro Colombo Genova l'idrodistensione della spalla viene eseguita dai fisiatri dott. Vittorio Anfossi e dott. Andrea Bertulessi, sempre dopo un'attenta valutazione clinica.
Presso la FisioClinic del Centro Colombo Genova il trattamento della spalla congelata e della capsulite adesiva viene gestito attraverso un approccio multidisciplinare.
Il percorso può comprendere:
L'obiettivo è aiutare il paziente a recuperare il movimento della spalla, ridurre il dolore e tornare alle normali attività quotidiane nel minor tempo possibile.
La cosiddetta spalla congelata è una patologia complessa che oggi viene interpretata in modo più articolato rispetto al passato.
Le più recenti evidenze scientifiche suggeriscono che termini come Frozen Shoulder Contracture Syndrome possano descrivere meglio la reale natura del problema.
Indipendentemente dal nome utilizzato, una diagnosi precoce e un trattamento personalizzato rappresentano gli strumenti più efficaci per favorire il recupero della mobilità e della qualità di vita.
Nella pratica clinica i due termini vengono spesso utilizzati come sinonimi. Tuttavia la ricerca scientifica più recente suggerisce che il termine capsulite adesiva potrebbe non descrivere completamente tutti i meccanismi coinvolti nella patologia.
In molti casi può andare incontro a un miglioramento spontaneo, ma il recupero può richiedere mesi o anni. Un trattamento fisioterapico adeguato può favorire il recupero funzionale.
La durata varia da persona a persona e può oscillare da alcuni mesi fino a oltre due anni.
Sì. La fisioterapia rappresenta uno dei trattamenti principali per migliorare mobilità, funzionalità e qualità della vita.
È una procedura eseguita sotto guida ecografica che prevede l'introduzione di liquido all'interno della capsula articolare per favorire il recupero del movimento e ridurre il dolore.
Generalmente è ben tollerata e viene eseguita in ambulatorio sotto controllo ecografico.
Può essere indicata nei pazienti che presentano significativa rigidità articolare e limitazione funzionale nonostante il trattamento conservativo.
I movimenti più frequentemente compromessi sono la rotazione esterna, l'abduzione e i movimenti dietro la schiena.
Presso la FisioClinic del Centro Colombo Genova la procedura viene eseguita dai fisiatri dott. Vittorio Anfossi e dott. Andrea Bertulessi.
Presso la FisioClinic del Centro Colombo Genova è possibile effettuare visite fisiatriche, ecografie muscolo-scheletriche, idrodistensione ecoguidata e fisioterapia specialistica dedicata alla spalla congelata.
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