Il termine frozen shoulder (spalla congelata) è da tempo utilizzato per descrivere una condizione caratterizzata da dolore e rigidità articolare della spalla. Ma è davvero corretto definirla in questo modo?
La terminologia in medicina non è un semplice dettaglio: le parole influenzano la comunicazione tra professionisti, la percezione del paziente e persino l’approccio terapeutico. Capire quale sia il termine più adatto per la spalla rigida è quindi fondamentale sia sul piano clinico che riabilitativo.
Le definizioni mediche non sono mai neutre. Ogni termine crea una rappresentazione mentale della patologia che può guidare — o talvolta fuorviare — la diagnosi e le strategie di cura.
Nel corso degli anni, la spalla rigida è stata denominata in modi diversi. Tuttavia, non esiste ancora un consenso universale che identifichi un termine univoco e condiviso.
Alcuni autori hanno recentemente suggerito di sostituire i termini tradizionali con Frozen Shoulder Contracture Syndrome (FSCS).
Questo termine ha tre vantaggi principali:
Il termine frozen shoulder non è del tutto accurato e può generare confusione sia nella comunicazione clinica sia nella gestione terapeutica. La definizione Frozen Shoulder Contracture Syndrome (FSCS) appare invece più appropriata, in quanto descrive meglio la complessità dei meccanismi che caratterizzano la patologia.
Presso la FisioClinic del Centro Colombo Genova adottiamo un approccio basato sulle ultime evidenze scientifiche, con percorsi di fisioterapia personalizzati per la valutazione, il trattamento e la riabilitazione della spalla rigida, al fine di restituire al paziente mobilità, funzionalità e qualità di vita.
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