Stiramento del Nervo nello Sport: Sintomi, Tempi di Recupero e Fisioterapia

Introduzione allo Stiramento del Nervo

Cos’è lo stiramento di un nervo?

Lo stiramento del nervo nello sport è una lesione del sistema nervoso periferico causata da un’eccessiva trazione meccanica sul nervo. Nei casi più lievi viene definito neuraprassia, una condizione reversibile in cui la conduzione nervosa è temporaneamente alterata senza rottura delle fibre.

A differenza dei muscoli, i nervi hanno tempi di guarigione molto più lunghi, motivo per cui una gestione fisioterapica corretta è fondamentale per evitare complicanze e recuperare completamente la funzione.

Sintomi dello Stiramento Nervoso

I sintomi possono comparire subito dopo il trauma o nelle ore successive. I più comuni includono:

Negli sportivi, questo tipo di infortunio è frequente dopo movimenti bruschi, cadute, stiramenti forzati o traumi da contatto.

Perché un Nervo Guarisce più Lentamente di un Muscolo?

Il tessuto nervoso ha una capacità rigenerativa limitata. Quando il danno è più profondo della semplice neuraprassia, il nervo può rigenerarsi con una velocità media di circa 1 millimetro al giorno. Questo significa che il recupero può richiedere mesi, soprattutto negli arti inferiori o superiori dove le distanze sono maggiori.

Per questo motivo è essenziale non sottovalutare i sintomi neurologici dopo un infortunio sportivo.

Fase Acuta: Cosa Fare nei Primi Giorni

Nella fase iniziale l’obiettivo è proteggere il nervo e ridurre l’infiammazione.

Riposo Funzionale

È importante sospendere temporaneamente le attività che hanno causato lo stiramento, evitando movimenti che riproducono il dolore.

Gestione del Dolore

Su indicazione medica possono essere utilizzati farmaci antinfiammatori o antidolorifici.

Ghiaccio

Applicazioni locali di ghiaccio per 15–20 minuti, più volte al giorno, possono aiutare a ridurre l’infiammazione nelle prime 48–72 ore.

Evitare Stretching Intenso

Nella fase iniziale l’allungamento forzato può aumentare l’irritazione del nervo e peggiorare i sintomi.

Fisioterapia per lo Stiramento del Nervo

La fisioterapia nello stiramento nervoso è il trattamento chiave per recuperare mobilità, sensibilità e forza.

Neurodinamica (Mobilizzazione Nervosa)

Gli esercizi di neurodinamica aiutano il nervo a scorrere correttamente nei tessuti circostanti, riducendo aderenze e compressioni. Sono movimenti delicati, progressivi e sempre guidati dal fisioterapista.

Stretching Leggero e Controllato

Viene introdotto gradualmente per ridurre le tensioni muscolari che possono comprimere o irritare il nervo.

Rinforzo muscolare mirato

I muscoli innervati dal nervo coinvolto tendono a indebolirsi. Il rinforzo progressivo aiuta a recuperare forza e coordinazione.

Terapie fisiche strumentali

Tecnologie come la Tecarterapia, la Laserterapia, la Magnetoterapia CEMP, la Terapia combinata Sin200, o la LIMFA © Therapy possono supportare il processo di guarigione, migliorando la circolazione locale e riducendo l’infiammazione dei tessuti circostanti.

Tempi di Recupero

I tempi variano in base alla gravità della lesione.

Tipo di lesioneTempo medio di recupero
Stiramento lieve (neuraprassia)1–3 settimane
Lesione moderata1–3 mesi
Lesione più importante3–6 mesi o più

Un miglioramento graduale è normale, mentre un peggioramento dei sintomi richiede una nuova valutazione clinica.

Quando Rivolgersi a uno Specialista

È importante consultare un medico specialista (neurologo o fisiatra) se compaiono:

In questi casi possono essere necessari esami diagnostici come l’Elettromiografia per valutare la conduzione nervosa e definire la gravità del danno.

L’Importanza della Fisioterapia Precoce

Intervenire presto con un percorso fisioterapico mirato riduce il rischio di:

Un recupero guidato permette allo sportivo di tornare all’attività in sicurezza, evitando ricadute.

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Come si Svolge una Sessione di Onde d’Urto Focali: Cosa Succede Davvero Durante il Trattamento?

Introduzione alle Onde d’Urto Focali Storz Medical

Le onde d’urto focali sono un trattamento non invasivo sempre più utilizzato in fisioterapia e medicina riabilitativa per il dolore muscolo-tendineo e le calcificazioni. Una delle domande più frequenti dei pazienti è:

“Ma cosa succede davvero durante una seduta di onde d’urto?”

Presso FisioClinic – Centro Colombo (Genova) utilizziamo onde d’urto focali Storz Medical, azienda leader a livello mondiale nel settore delle tecnologie a onde d’urto, sinonimo di precisione, sicurezza ed efficacia.

Cosa Sono le Onde d’Urto Focali

Le onde d’urto focali sono impulsi acustici ad alta energia concentrati in un punto preciso del tessuto (da qui il termine focali). Non si tratta di elettricità né di ultrasuoni, ma di onde meccaniche che:

 stimolano la rigenerazione tissutale
 migliorano la vascolarizzazione
 modulano il dolore
 favoriscono i processi di guarigione biologica

Sono utilizzate soprattutto per tendinopatie cronichecalcificazioni e infiammazioni persistenti.

Quanto Dura una Seduta di Onde d’Urto Focali

Una seduta dura mediamente 10–15 minuti ed è una procedura:

Il paziente può tornare subito alle normali attività, con alcune indicazioni specifiche del professionista.

Come si Svolge una Seduta Passo Dopo Passo

Posizionamento del paziente

Il paziente viene fatto accomodare sul lettino, in posizione sdraiata o seduta a seconda della zona da trattare (spalla, ginocchio, tallone, ecc.).

La zona dolorosa viene esposta e rilassata per permettere una corretta applicazione del trattamento.


 Individuazione precisa della zona da trattare

Prima di iniziare, il professionista individua il punto esatto del dolore tramite:

Questo passaggio è fondamentale per rendere il trattamento efficace.


 Applicazione del gel

Viene applicato un gel conduttivo sulla pelle, simile a quello usato per le ecografie. Serve a trasmettere in modo ottimale le onde d’urto dal manipolo al tessuto.


 Erogazione delle onde d’urto

Il medico o il professionista sanitario utilizza un manipolo collegato al macchinario Storz Medical per inviare impulsi mirati nella zona da trattare.

Durante questa fase:

Il dolore è generalmente tollerabile e controllabile, e l’obiettivo non è “soffrire”, ma stimolare correttamente il tessuto.


 Fine della seduta

Una volta erogato il numero di impulsi programmati, la seduta termina. Non sono necessarie medicazioni né tempi di osservazione.

Dopo la Seduta: Cosa è Normale Sentire

Nelle ore o nei giorni successivi è possibile avvertire:

Questa reazione è normale e indica che il tessuto ha ricevuto uno stimolo biologico. Fa parte del processo di attivazione della guarigione.

Quante Sedute di Onde d’Urto Servono

Il trattamento non è “una seduta e via”. In genere si esegue un ciclo di 3–4 sedute, con cadenza settimanale.

Il numero può variare in base a:

Spesso le onde d’urto vengono integrate con fisioterapia ed esercizio terapeutico, per migliorare e stabilizzare i risultati.

Per Quali Problemi si Effettuano le Onde d’Urto Focali?

Le indicazioni più comuni sono:

 Tendinopatie croniche (spalla, gomito, rotuleo, Achilleo)
 Fascite plantare
 Calcificazioni tendinee
 Dolore inserzionale
 Infiammazioni persistenti che non migliorano con altre terapie

Onde d’urto Focali Storz Medical alla FisioClinic

Presso FisioClinic – Centro Colombo (Genova) utilizziamo onde d’urto focali Storz Medical, azienda di riferimento mondiale nel settore.

Questa tecnologia garantisce:

 elevata precisione del punto focale
 controllo dell’energia erogata
 sicurezza e affidabilità clinica
 protocolli validati a livello internazionale

Il trattamento viene sempre inserito in un percorso riabilitativo personalizzato, non come terapia isolata.

Le Onde d’Urto Fanno Male?

È una delle domande più frequenti.

La risposta corretta è:
 possono essere fastidiose, ma l’intensità viene regolata per restare tollerabile.
Il fastidio dura pochi minuti e spesso diminuisce già nelle sedute successive.

Quando NON Sono Indicate

Le onde d’urto non sono indicate in caso di:

 gravidanza sulla zona trattata
 disturbi della coagulazione gravi
 tumori nella zona
 infezioni attive

La valutazione medica è sempre fondamentale.

Onde d’Urto Focali a Genova – FisioClinic Centro Colombo

Se soffri di un dolore tendineo che dura da mesi o di una calcificazione che limita il movimento, le onde d’urto focali Storz Medical possono essere una soluzione efficace.

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Vertigine Posizionale Parossistica Benigna (VPPB): Cause, Sintomi e Cura con la Riabilitazione Vestibolare

Introduzione alla Vertigine Posizionale Parossistica Benigna (VPPB)

La Vertigine Posizionale Parossistica Benigna (VPPB) è la causa più frequente di vertigini di origine vestibolare. Si manifesta con brevi episodi di vertigine intensa che compaiono quando si cambia posizione della testa, ad esempio:

Presso FisioClinic – Centro Colombo (Genova), i nostri fisioterapisti
Dott. Andrea Secchi e
Dott.ssa Francesca Tofani
eseguono manovre di riposizionamento e riabilitazione vestibolare, che nella maggior parte dei casi permettono la risoluzione del disturbo in poche sedute.

Cos’è la VPPB (Vertigine da Posizione)

La VPPB è un disturbo dell’orecchio interno caratterizzato da:

 vertigini rotatorie improvvise
 durata breve (pochi secondi, raramente oltre 1 minuto)
 scatenate da movimenti della testa
 assenza di calo dell’udito o acufeni

È definita “benigna” perché non è una malattia grave, ma può essere molto fastidiosa e aumentare il rischio di cadute, soprattutto nelle persone adulte o anziane.

Perché Viene la VPPB? (Cause)

All’interno dell’orecchio abbiamo piccoli cristalli di calcio chiamati otoliti. In condizioni normali si trovano in una zona precisa (utricolo e sacculo), dove aiutano a percepire i movimenti.

Nella VPPB, alcuni di questi cristalli si staccano e migrano nei canali semicircolari (soprattutto quello posteriore). Qui disturbano il funzionamento del sistema dell’equilibrio, creando una falsa sensazione di movimento.

Questo fenomeno si chiama canalolitiasi.

Fattori di Rischio della VPPB

La vertigine posizionale può comparire più facilmente in caso di:

Spesso però compare senza una causa precisa apparente.

Sintomi Tipici della Vertigine Posizionale

I sintomi più comuni sono:

Vertigine rotatoria breve

Sensazione che la stanza giri, tipicamente:

Nausea

Può accompagnare la vertigine, raramente vomito.

Instabilità

Dopo l’episodio si può avvertire:

 Non sono tipici della VPPB:

In presenza di questi sintomi, è necessaria una valutazione medica urgente.

Come si Effettua la Diagnosi di VPPB

La diagnosi è clinica e si basa su:

Racconto dei sintomi
 Osservazione del nistagmo (movimento involontario degli occhi)
 Test posizionali come la manovra di Dix-Hallpike

Durante questo test, il paziente viene accompagnato in una posizione che può scatenare la vertigine: la comparsa di vertigine e nistagmo conferma la diagnosi e aiuta a capire quale canale è coinvolto.

Nella maggior parte dei casi non servono risonanze o esami strumentali, salvo presenza di segni atipici.

Cura della VPPB: le Manovre che “Rimettono a Posto” i Cristalli

La terapia più efficace per la vertigine posizionale è rappresentata dalle manovre di riposizionamento degli otoliti, che guidano i cristalli fuori dai canali semicircolari riportandoli nella sede corretta.

Le principali sono:

 Manovra di Epley

La più utilizzata per il canale semicircolare posteriore.

 Manovra di Semont

Alternativa efficace in alcuni casi.

 Esercizi di Brandt-Daroff

Utili come supporto domiciliare.

Queste manovre sono rapide, non invasive e altamente efficaci.

In Quante Sedute si Guarisce dalla VPPB?

Una delle domande più frequenti è:

“Quante sedute servono per far passare la vertigine?”

Nella maggior parte dei casi:
 miglioramento già dalla prima seduta
 risoluzione completa in 1–3 trattamenti

Alcune situazioni possono richiedere più sedute o esercizi di riabilitazione vestibolare per stabilizzare l’equilibrio.

Riabilitazione Vestibolare dopo la VPPB

Dopo la fase acuta, alcune persone possono mantenere:

In questi casi, la riabilitazione vestibolare aiuta a:
 recuperare sicurezza nei movimenti
 migliorare equilibrio e postura
 ridurre il rischio di recidive

Trattamento della Vertigine Posizionale a Genova – FisioClinic Centro Colombo

Presso FisioClinic – Centro Colombo, la VPPB viene trattata con un approccio specialistico da:

Dott. Andrea Secchi – Fisioterapista
Dott.ssa Francesca Tofani – Fisioterapista

Entrambi eseguono:

L’obiettivo è risolvere la vertigine nel minor numero di sedute possibile, in sicurezza e con indicazioni precise per la gestione a casa.

Quando Rivolgersi Subito al Medico

La vertigine NON va gestita come VPPB se compaiono:

 vertigine continua per ore
debolezza a un lato del corpo
 forte mal di testa improvviso
perdita dell’udito improvvisa

In questi casi serve valutazione medica urgente.

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Dry Needling: Cos’è, a Cosa Serve e Quando è Utile per il Dolore Muscolare (Trigger Point)

Introduzione al Dry Needling

Il Dry Needling (in italiano “puntura a secco”) è una tecnica utilizzata nel trattamento del dolore miofasciale e dei Trigger Point muscolari, spesso responsabili di rigidità, indolenzimento e dolore localizzato o “riflesso” a distanza.

Presso la FisioClinic del Centro Colombo (Genova) questa tecnica viene eseguita dal nostro Fisiatra Dott. Andrea Bertulessi, all’interno di un percorso completo di diagnosi, trattamento e riabilitazione.

Cos’è il Dry Needling (Puntura a Secco)

Il Dry Needling è una procedura che prevede l’introduzione di un ago sterile monouso molto sottile all’interno del muscolo, con l’obiettivo di stimolare e disattivare i Trigger Point (i classici “nodi” o “cordoni” dolorosi).

Si chiama “dry” (secco) perché non prevede iniezione di farmaci, a differenza delle infiltrazioni.

In parole semplici: l’ago serve come stimolo meccanico/neuromuscolare per “sbloccare” una zona contratta e ipersensibile.

Trigger Point: Cosa Sono e Perché Possono Causare Dolore

Trigger Point sono aree muscolari:

Quando i Trigger Point sono presenti e attivi, si parla spesso di:

Sindrome dolorosa miofasciale (Myofascial Pain Syndrome)

Questa condizione può rendere difficili attività quotidiane come:

Dry Needling e Dolore Miofasciale: Funziona Davvero?

Le evidenze scientifiche suggeriscono che il Dry Needling possa essere efficace nel ridurre il dolore associato ai Trigger Point e migliorare la funzionalità, soprattutto quando inserito in un programma riabilitativo ben strutturato.

Un riferimento classico è la pubblicazione del Journal of Orthopaedic & Sports Physical Therapy (JOSPT), che riporta come il Dry Needling possa contribuire a ridurre il dolore miofasciale correlato ai Trigger Point.

In letteratura, inoltre, le revisioni recenti sul dolore miofasciale includono il Dry Needling tra le opzioni potenzialmente utili (con efficacia variabile a seconda di distretto, tecnica e contesto clinico).

Il punto chiave (che spesso manca online) è questo:

Il Dry Needling raramente è “la cura” da solo. Funziona meglio come acceleratore del percorso, abbinato a esercizio terapeutico, mobilità, rinforzo e gestione dei carichi.

“Scossa” o Contrazione: Cosa Significa Quando Succede?

Durante la seduta può avvenire una contrazione rapida involontaria del muscolo (“local twitch response”), percepita dal paziente come:

È un fenomeno frequente e non necessariamente negativo: alcuni studi lo associano alla buona risposta sul Trigger Point.

A Cosa Serve il Dry Needling? (Indicazioni più Comuni)

Il Dry Needling viene usato soprattutto quando c’è:

Dolore muscolare persistente

Trigger Point attivi

Riduzione della mobilità

Dolore in sportivi

Per Quali Zone del Corpo è Più Richiesto?

In clinica, i distretti più frequenti sono:

Sono le aree dove più spesso i Trigger Point generano dolore e rigidità funzionale.

Differenza tra Dry Needling e Agopuntura

Questa è una delle ricerche più comuni (“dry needling vs agopuntura”).

Dry Needling

Agopuntura

In pratica: possono usare aghi simili, ma hanno finalità cliniche e razionali diversi.

Come si Svolge una Seduta di Dry Needling in FisioClinic

Presso FisioClinic del Centro Colombo, la procedura viene integrata in un percorso clinico serio e completo:

1) Valutazione clinica

2) Trattamento con Dry Needling

3) Rivalutazione immediata

4) Indicazioni post-seduta

Dopo il Dry Needling: Cosa si Prova?

È normale avvertire:

Di solito dura 24–48 ore.

Dry Needling: Rischi, Effetti Collaterali e Sicurezza

Come ogni procedura con ago, esistono rischi.

Gli effetti avversi più comuni sono lievi (dolore locale, lividi, sanguinamento minimo). Tuttavia, seppur rara, esiste una complicanza possibile e seria come il pneumotorace (soprattutto in trattamenti in zone toraciche) riportata anche in letteratura recente.

Proprio per questo è fondamentale che il Dry Needling venga eseguito:

Chi non Dovrebbe Farlo? (Controindicazioni e Cautela)

Serve particolare attenzione in caso di:

In questi casi la valutazione medica è essenziale.

Dry Needling: è Doloroso?

Dipende da:

In generale:

Quante Sedute Servono?

Non esiste un numero “standard”.

In media:

Se fai solo Dry Needling ma non modifichi carichi/postura/forza, è facile che il problema ritorni.

Il Vero Approccio Efficace: Dry Needling + Riabilitazione

Un contenuto molto utile (e che migliora ranking e conversione) è chiarire questo concetto:

 Il Dry Needling “sblocca”
 L’esercizio “stabilizza”
 La fisioterapia “consolida”
 La prevenzione “evita recidive”

Quindi ha molto senso inserirlo in un percorso FisioClinic.

Dry Needling alla FisioClinic – Centro Colombo Genova

Presso la FisioClinic del Centro Colombo il Dry Needling viene eseguito dal nostro Fisiatra Dott. Andrea Bertulessi, in modo appropriato e personalizzato in base a:

FAQ sul Dry Needling (domande frequenti)

Il Dry Needling è un’infiltrazione?
No, non vengono iniettati farmaci.

Può aiutare anche se ho dolore da mesi?
Spesso sì, soprattutto nei dolori miofasciali cronici.

È normale stare peggio il giorno dopo?
Sì: può esserci indolenzimento 24–48 ore.

È una terapia definitiva?
È uno strumento efficace, ma va integrato con riabilitazione e gestione dei carichi.

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Magnetoterapia CEMP: Perché va Effettuata Molte Ore al Giorno (4 – 8 ore)?

Introduzione alla Magnetoterapia Cemp

Se ti è stata prescritta la magnetoterapia CEMP (Campi Elettromagnetici Pulsati), è normale chiedersi:

“Perché devo farla così tante ore al giorno? Non bastano 20–30 minuti?”

La risposta è semplice (e importante): la magnetoterapia CEMP non è un trattamento “immediato”, ma lavora su processi biologici lenti e profondi, come la rigenerazione ossea e il recupero cellulare. Per questo motivo deve essere eseguita con molte ore di esposizione quotidiana, spesso da 4 a 8 ore, oppure per tutta la notte.

Presso FisioClinic Centro Colombo (Genova):

Cos’è la Magnetoterapia CEMP (Campi Elettromagnetici Pulsati)

La magnetoterapia CEMP utilizza campi elettromagnetici a bassa frequenza per stimolare risposte biologiche nei tessuti, in particolare:

È una terapia molto usata perché può essere ripetuta quotidianamente e integrata facilmente con altri percorsi riabilitativi.

Perché la Magnetoterapia va Fatta Tante Ore? (il Concetto Chiave)

A differenza di terapie più “rapide” (come tecar, laser, massoterapia), la magnetoterapia CEMP non punta ad un effetto analgesico immediato.

La magnetoterapia funziona per accumulo.

Questo significa che:

Il corpo ha bisogno di tempo per attivare e mantenere la risposta cellulare indotta dal campo magnetico.

I 5 Motivi Principali per Cui Servono 4–8 Ore al Giorno

La “ricarica cellulare” è lenta (ripolarizzazione delle membrane)

Uno dei meccanismi più noti della magnetoterapia è la capacità di favorire la ripolarizzazione delle membrane cellulari.

Quando esiste un danno (trauma, infiammazione, edema, frattura), le cellule possono ridurre la propria efficienza metabolica: è come se avessero meno energia disponibile.

Il campo magnetico aiuta le cellule a “rientrare in equilibrio”, ma è un processo:

Per questo sono necessarie diverse ore al giorno, tutti i giorni.

Le Patologie Ossee Hanno Tempi Biologici Lunghi

La magnetoterapia è particolarmente indicata nei problemi ossei, perché il tessuto osseo:

Esempi tipici:

L’obiettivo è stimolare l’osteogenesi (formazione di nuovo tessuto osseo), che non può avvenire in “mezz’ora”.

Nelle Patologie Croniche Serve Continuità (NON “Sedute Spot”)

Molti pazienti iniziano la magnetoterapia per condizioni croniche come:

In questi casi, l’efficacia dipende molto dalla somma degli stimoli nel tempo.

È proprio la continuità a fare la differenza:

La Magnetoterapia NON è un Antidolorifico “Istantaneo”

Qui è importante sfatare un equivoco.

Non è: “faccio magneto e mi passa il dolore subito”
È: “faccio magneto per stimolare un recupero biologico reale”

Certo, molti pazienti riferiscono anche un miglioramento sintomatico, ma l’obiettivo principale è:

I Risultati Veri si Vedono Dopo Settimane (30–60 giorni)

Un parametro fondamentale, spesso sottovalutato:

i risultati più affidabili compaiono spesso dopo 30–60 giorni di trattamento quotidiano.

Per questo molti protocolli prevedono:

Se un paziente la fa “ogni tanto” o per pochi minuti, è molto probabile che dica:

“non funziona”

In realtà non è stato raggiunto il dosaggio terapeutico (dose-time) necessario.

Perché il Noleggio è Spesso la Soluzione Migliore

La magnetoterapia CEMP richiede tempo, quindi farla in studio tutti i giorni è poco pratico.

Il noleggio domiciliare permette di:

Presso FisioClinic – Centro Colombo Genova noleggiamo magnetoterapia professionale:

Con indicazioni chiare su:

Magnetoterapia in Ambulatorio: LIMFA © Therapy 

Oltre al noleggio, in FisioClinic possiamo integrare il percorso con:
 trattamenti in ambulatorio tramite LIMFA © Therapy 

Questo può essere utile soprattutto quando:

Importante: il percorso migliore spesso è combinare:

Magnetoterapia: ci Sono Rischi se la Faccio Tante ore?

In genere, non esiste il concetto di “sovradosaggio tossico” come per un farmaco. Proprio per questo viene prescritta per molte ore.

Tuttavia è fondamentale che sia:

Esempi di situazioni da segnalare sempre:

Quindi sì: le lunghe sessioni sono normalmente considerate sicure, ma vanno sempre eseguite su indicazione medica.

FAQ SEO (Domande Frequenti)

Quante ore al giorno bisogna fare magnetoterapia CEMP?

Spesso 4–8 ore al giorno oppure durante tutta la notte. Il numero di ore dipende dalla patologia e dalla prescrizione medica.

Dopo quanto tempo fa effetto la magnetoterapia?

Molti pazienti notano cambiamenti dopo alcune settimane. Nei protocolli più comuni si parla di 30–60 giorni di utilizzo quotidiano.

Meglio magnetoterapia di giorno o di notte?

La notte è spesso ideale perché consente di raggiungere più ore senza interferire con lavoro e attività quotidiane.

Se la faccio solo 30 minuti serve a qualcosa?

Nelle patologie ossee o croniche, spesso 30 minuti non bastano per ottenere un effetto clinico significativo (salvo indicazioni specifiche).

Conclusione: la Magnetoterapia Funziona se “Dosi il Tempo”

La magnetoterapia CEMP è una terapia efficace solo se viene eseguita con un numero di ore adeguato e con continuità.

È come un percorso: non si ottiene un risultato biologico profondo con una singola seduta breve.

Se vuoi iniziare un ciclo di magnetoterapia, presso FisioClinic Centro Colombo Genova puoi:

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Spina Calcaneare e Sperone Calcaneare: Differenze, Sintomi e Trattamento Efficace con Onde d’Urto Focali Storz Medical

Introduzione alla Spina e allo Sperone Calcaneare

La spina calcaneare e lo sperone calcaneare sono due condizioni molto comuni che possono provocare dolore al tallone e limitare camminata, sport e vita quotidiana. Spesso vengono usati come sinonimi perché in entrambi i casi si tratta di una crescita ossea benigna (esostosi) sul calcagno, ma esiste una differenza importante: la localizzazione.

Capire se si tratta di spina o sperone è fondamentale per impostare la cura giusta: il dolore, infatti, non dipende sempre dall’osso in sé, ma soprattutto dall’infiammazione dei tessuti circostanti.

Presso FisioClinic – Centro Colombo Genova, la gestione è basata su un approccio combinato ed efficace: onde d’urto focali Storz Medical + esercizio terapeutico + terapia manuale, per ridurre l’infiammazione e recuperare la funzionalità.

Spina Calcaneare e Sperone Calcaneare: Sono la Stessa Cosa?

Non proprio. Entrambi sono “speroni ossei” del calcagno, ma:

In entrambi i casi il problema nasce quasi sempre da trazioni ripetute e sovraccarico su:

Cos’è la Spina Calcaneare (Inferiore/Plantare)

Dove si trova

La spina calcaneare plantare si sviluppa sulla parte inferiore del calcagno, cioè nella zona d’appoggio del tallone.

Qual è la causa principale

È spesso associata alla fascite plantare, cioè l’infiammazione della fascia plantare (la struttura che sostiene l’arco del piede).

Sintomi tipici

Cos’è lo Sperone Calcaneare (Posteriore)

Dove si trova

Lo sperone calcaneare posteriore si forma sulla parte posteriore-superiore del calcagno, vicino all’inserzione del tendine d’Achille.

Qual è la causa principale

È spesso legato a:

Sintomi tipici

Punti in Comune tra Spina e Sperone Calcaneare

Natura

Entrambi sono esostosi benigne, quindi non tumori e non condizioni “gravi” in sé.

Meccanismo

Sono favoriti da:

Il dolore NON dipende solo dall’osso

Questo punto è cruciale:
 molte persone hanno spina/sperone ma non hanno dolore.

Quando invece compare dolore, spesso la causa reale è l’infiammazione dei tessuti:

Diagnosi: a Chi Rivolgersi per Spina o Sperone calcaneare

Per una diagnosi corretta (e per distinguere spina, sperone e altre cause di tallonite) presso il nostro centro puoi rivolgerti a:

Fisiatria

Ortopedia

Il medico potrà indicare gli esami più utili e la terapia più appropriata.

Esami utili (Radiografia o Ecografia?)

In pratica: si può avere la spina alla lastra ma dolore dovuto alla fascite, ed è proprio lì che bisogna intervenire.

Trattamento Efficace: Come si Cura Davvero l’Infiammazione del Tallone

Il primo passo per risolvere la sintomatologia dolorosa è ridurre l’infiammazione e stimolare la rigenerazione dei tessuti, non “combattere l’osso”.

Il nostro approccio consigliato

Presso FisioClinic Centro Colombo Genova il percorso più efficace è:

1) Onde d’urto focali (Storz Medical)

Le onde d’urto focali Storz Medical rappresentano il primo step nei casi più frequenti di:

Obiettivi delle onde d’urto focali:

2) Esercizio terapeutico personalizzato

Indispensabile per:

3) Terapia manuale

Utile per:

Perché non Basta il Riposo (e Perché Spesso il Dolore Torna)?

Qui ti sfido un attimo su una convinzione comune: molti pensano che “basta riposare e passa”.

In realtà:

Se non migliori carico, mobilità e forza, l’infiammazione tende a cronicizzare.

Quando Preoccuparsi: Segnali da Valutare

Contatta un professionista se:

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Onde d’Urto Focali DUOLITH® SD1 T-TOP »ultra« : Tecnologia Avanzata Storz Medical per il Trattamento delle Patologie Muscoloscheletriche

Introduzione alle Onde d’Urto Storz Medical

Cosa Sono le Onde d’Urto DUOLITH® SD1 T-TOP »ultra« della Storz Medical

Il DUOLITH® SD1 T-TOP »ultra« è un elettromedicale di ultima generazione per la terapia a onde d’urto focalizzate (ESWT – Extracorporeal Shock Wave Therapy), utilizzato nel trattamento non invasivo di numerose patologie ortopediche e muscoloscheletriche.

Presso la FisioClinic – Centro Colombo Genova, questa tecnologia viene impiegata all’interno di percorsi riabilitativi strutturati, sempre dopo un’attenta valutazione clinica e in associazione a fisioterapia ed esercizio terapeutico mirato.

Le onde d’urto focali rappresentano oggi una delle terapie più efficaci e studiate per il trattamento di tendinopatie croniche, calcificazioni e sindromi dolorose profonde, grazie alla loro capacità di agire in modo selettivo sui tessuti bersaglio.

Come Funzionano le Onde d’Urto Focali Storz Medical?

Le onde d’urto focali sono impulsi acustici ad alta energia che vengono concentrati con precisione su una specifica profondità tissutale.

Il loro effetto non è solo meccanico, ma soprattutto biologico:

A differenza delle onde d’urto radiali, le onde focali permettono di trattare in modo efficace anche strutture profonde, come inserzioni tendinee, osso subcondrale e calcificazioni.

Il Manipolo SEPIA®: Precisione ed Ergonomia Clinica

Uno dei punti di forza del DUOLITH® SD1 T-TOP »ultra« è il manipolo focalizzato SEPIA®, progettato per garantire:

La flessibilità del cavo e l’integrazione dei comandi direttamente nel manipolo permettono di lavorare in modo accurato e senza affaticamento, migliorando la qualità del trattamento sul paziente.

Profondità di Penetrazione Personalizzabile

Grazie ai dispositivi di accoppiamento dedicati, il DUOLITH® SD1 T-TOP »ultra« consente di:

Questo rende la terapia altamente personalizzabile, caratteristica fondamentale in ambito fisiatrico e riabilitativo.

Indicazioni Cliniche Principali

Le onde d’urto focali  Storz Medical con DUOLITH® SD1 T-TOP »ultra« sono particolarmente indicate per:

L’efficacia è massima quando la terapia viene inserita in un percorso riabilitativo globale.

Onde d’Urto ed Esercizio Terapeutico: Perché Integrarli

Alla FisioClinic – Centro Colombo Genova, le onde d’urto non vengono mai considerate un trattamento “isolato”.

 Il vero recupero funzionale avviene quando la terapia strumentale viene affiancata all’esercizio terapeutico.

L’integrazione con il lavoro dei nostri fisioterapisti consente di:

Le onde d’urto preparano il tessuto, l’esercizio lo rieduca.

Touch Screen da 10” e Atlante Anatomico Visible Body®

Il DUOLITH® SD1 T-TOP »ultra« può essere dotato di touch screen da 10”, che rappresenta un importante supporto clinico e didattico:

Grazie ai modelli anatomici 3D, è possibile comprendere in modo approfondito le strutture coinvolte, migliorando precisione e comunicazione con il paziente.

Sicurezza e Affidabilità delle Onde d’Urto Focali Storz Medical

Il DUOLITH® SD1 T-TOP »ultra« è un dispositivo:

È una tecnologia utilizzata nei migliori centri di riabilitazione e medicina dello sport a livello internazionale.

Onde d’Urto Focali Storz Medical alla FisioClinic – Centro Colombo Genova

Presso la FisioClinic, le onde d’urto focali con DUOLITH® SD1 T-TOP »ultra« vengono utilizzate come parte di un approccio multidisciplinare, che include:

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Edema Osseo: Cos’è e Come Trattarlo con Limfa® Therapy ed Esercizio Terapeutico

Introduzione alla Limfa® Therapy per Edema Osseo

Cos’è l’Edema Osseo

L’edema osseo è una condizione caratterizzata da un accumulo anomalo di liquido all’interno del tessuto osseo, in particolare a livello del midollo osseo.
È una condizione frequentemente riscontrata alla risonanza magnetica (RMN) e rappresenta spesso un segnale di sofferenza dell’osso.

Dal punto di vista clinico, l’edema osseo può manifestarsi con:

Le cause più comuni di edema osseo includono:

Se non trattato correttamente, l’edema osseo può cronicizzare, rallentare i tempi di guarigione e mantenere uno stato doloroso persistente.

Perché l’Edema Osseo è Doloroso

L’osso è un tessuto altamente innervato.
L’accumulo di liquido all’interno della struttura ossea determina:

Questo spiega perché il dolore da edema osseo sia spesso profondo, continuo e poco responsivo ai semplici trattamenti sintomatici, soprattutto se non si interviene sulla causa biologica del problema.

Limfa® Therapy: Cos’è e Come Funziona

La Limfa® Therapy è una tecnologia fisioterapica avanzata basata sull’utilizzo di campi magnetici a bassa intensità e frequenza, progettata per stimolare i processi biologici di riparazione tissutale.

A differenza di molte terapie esclusivamente antalgiche, la Limfa® Therapy agisce direttamente sui meccanismi cellulari, favorendo un ambiente biologico più favorevole alla guarigione.

Azione della Limfa® Therapy sull’Edema Osseo

Nel trattamento dell’edema osseo, la Limfa® Therapy svolge un ruolo particolarmente efficace grazie a più meccanismi integrati:

Riduzione dell’edema

Azione antinfiammatoria e antidolorifica

Stimolazione della rigenerazione ossea

Quando è Indicata la Limfa® Therapy?

La Limfa® Therapy trova indicazione in numerose condizioni, tra cui:

È una terapia:

Le principali controindicazioni sono limitate a gravidanza e portatori di pacemaker.

Limfa® Therapy ed Esercizio Terapeutico: Perché Integrarli

Un aspetto fondamentale del trattamento dell’edema osseo è non limitarsi alla sola terapia strumentale.

Presso FisioClinic – Centro Colombo Genova, la Limfa® Therapy viene sempre consigliata in associazione all’esercizio terapeutico, guidato dai nostri fisioterapisti.

L’integrazione con l’esercizio terapeutico consente di:

L’esercizio viene modulato in base a:

Perché un Approccio Combinato è più Efficace

L’edema osseo non è solo un “problema di liquido”, ma un segno di alterazione biomeccanica e biologica.

Insieme permettono di:

Conclusioni

L’edema osseo è una condizione frequente ma spesso sottovalutata, che richiede un approccio mirato e integrato.

La Limfa® Therapy, associata a un programma di esercizio terapeutico personalizzato, rappresenta oggi una delle strategie più efficaci per trattare questa condizione in modo sicuro, non invasivo e orientato al recupero funzionale.

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Infiltrazioni di Acido ialuronico e Collagene nella Gonartrosi: Differenze, Efficacia Clinica e Ruolo nel Percorso Riabilitativo

Introduzione alle Infiltrazioni per Gonartrosi

La gonartrosi (artrosi del ginocchio) è una delle patologie reumatologiche e muscoloscheletriche più frequenti, soprattutto dopo i 50 anni. Provoca dolore, rigidità, difficoltà nel camminare e nel salire le scale, con un impatto importante sulla qualità della vita.

Negli ultimi anni, oltre alla terapia farmacologica per bocca e alla fisioterapia, hanno assunto un ruolo centrale le infiltrazioni intra-articolari, in particolare con:

Presso la FisioClinic – Centro Colombo Genova, questi trattamenti vengono eseguiti dai nostri fisiatri:

e in alcuni casi possono essere  inseriti in un percorso riabilitativo completo, che comprende fisioterapia, esercizio terapeutico mirato e terapie strumentali (tecarterapiaterapia combinata Winform SIN200onde d’urto focali Storz Medical o soprattutto la LIMFA © Therapy)

Perché Usare Infiltrazioni nella Gonartrosi

L’artrosi del ginocchio è una patologia cronica e degenerativa: la cartilagine si assottiglia, l’osso subcondrale si modifica, la membrana sinoviale si infiamma. Questo porta a:

Gli obiettivi del trattamento sono due:

  1. Ridurre il dolore e l’infiammazione
  2. Rallentare il deterioramento funzionale dell’articolazione

Le infiltrazioni intra-articolari contribuiscono a entrambi questi obiettivi, soprattutto quando sono associate a un programma di riabilitazione strutturato.

Lo Studio Clinico: Infiltrazioni di Acido Ialuronico vs Collagene

Uno studio pubblicato su Fisiatria Italiana nel 2022 ha confrontato l’efficacia di tre protocolli infiltrativi in pazienti con gonartrosi sintomatica e grado radiografico KL 3:

I pazienti sono stati valutati prima del ciclo di infiltrazioni (T0) e a un mese dalla fine (T1) utilizzando:

  1. dolore
  2. sintomi
  3. attività della vita
  4. quotidiana
  5. attività sportiva e tempo libero
  6. qualità della vita legata al ginocchio

Cosa è emerso

A un mese dal termine del ciclo infiltrativo:

Questi risultati sono stati osservati in tutti e tre i gruppi, indipendentemente dal tipo di farmaco utilizzato.

In altre parole:

sia l’acido ialuronico sia il collagene possono essere efficaci nel ridurre il dolore e migliorare la funzione nella gonartrosi, se correttamente indicati e gestiti.

Infiltrazioni di Acido Ialuronico e Collagene: cosa Cambia Davvero?

Pur condividendo l’obiettivo di ridurre dolore e infiammazione, acido ialuronico e collagene agiscono in modo parzialmente diverso.

Acido ialuronico: viscosupplementazione e protezione meccanica

L’acido ialuronico:

È particolarmente utile nelle forme di artrosi con:

Le formulazioni ibride (basso + alto peso molecolare) combinano una migliore distribuzione locale con una maggiore durata d’azione.

Collagene: effetto bio-scaffold e modulazione del dolore

Il collagene:

È spesso indicato in pazienti con:

Cosa Dice lo Studio sulla Differenza tra i due Trattamenti

Lo studio non ha trovato differenze statisticamente significative tra acido ialuronico e collagene in termini di:

Questo significa che entrambi i trattamenti sono validi e la scelta deve basarsi su:

Un dato importante emerso dall’analisi è che:

Tradotto in pratica clinica:

intervenire presto e in maniera integrata (farmaco + riabilitazione) è fondamentale per evitare che il dolore cronicizzi e riduca in modo stabile il livello di attività.

Come Lavoriamo alla FisioClinic – Centro Colombo Genova

Alla FisioClinic non ci limitiamo alla singola infiltrazione, ma costruiamo un percorso medico-riabilitativo completo.

1. Valutazione fisiatrica

I nostri fisiatri, dott. Andrea Bertulessi e dott. Vittorio Anfossi:

2. Scelta mirata tra acido ialuronico e collagene

La scelta del farmaco è personalizzata:

In molti casi, nel corso del tempo, possono essere utilizzati entrambi, in fasi diverse dell’evoluzione della malattia.

3. Infiltrazione in ambiente controllato

Le infiltrazioni vengono eseguite:

Il numero di sedute viene definito in base al protocollo:

4. Integrazione con fisioterapia, esercizio e elettromedicali

Per massimizzare l’efficacia dell’infiltrazione, il paziente viene inserito in un programma riabilitativo che può comprendere:

L’obiettivo è chiaro:

usare l’infiltrazione per ridurre il dolore, e sfruttare questa finestra di miglioramento per lavorare meglio con la fisioterapia.

A Chi sono Rivolte Queste Infiltrazioni

Le infiltrazioni di acido ialuronico o collagene possono essere indicate se:

La valutazione fisiatrica è sempre il primo passo.

Conclusioni: Quale Scegliere tra Acido Ialuronico e Collagene?

Lo studio clinico e la pratica quotidiana alla FisioClinic suggeriscono che non esiste un “farmaco magico” uguale per tutti e che sia acido ialuronico che collagene possono ridurre significativamente il dolore e migliorare la funzione nella gonartrosi

La scelta migliore dipende da:

Quello che fa davvero la differenza è:

Gonartrosi e Infiltrazioni a Genova: FisioClinic – Centro Colombo

Se soffri di dolore al ginocchio e vuoi capire se le infiltrazioni di acido ialuronico o collagene possano aiutarti, puoi prenotare una valutazione con i nostri fisiatri:

Verificheranno:

Mesoterapia in Ambito Fisiatrico: Cos’è, Quando è Indicata e Perché Integrarla alla Fisioterapia?

Introduzione alla Mesoterapia in Fisiatria

Cos’è la mesoterapia fisiatrica

La mesoterapia in ambito fisiatrico è una tecnica medica mini-invasiva che prevede la somministrazione di farmaci a basso dosaggio direttamente nella zona dolente o infiammata, attraverso micro-iniezioni intradermiche.
L’obiettivo non è solo ridurre il dolore, ma controllare l’infiammazione locale, diminuire l’edema e facilitare il recupero funzionale, creando le condizioni ideali per una riabilitazione efficace.

È importante chiarire che, in fisiatria, la mesoterapia non ha finalità estetiche. Si tratta invece di uno strumento terapeutico mirato, utilizzato come supporto alla fisioterapia tradizionale e alle terapie strumentali, soprattutto nelle patologie muscoloscheletriche dolorose e nei microtraumi.

Presso la FisioClinic – Centro Colombo Genova, la mesoterapia viene eseguita esclusivamente da medici fisiatri, in particolare dal dott. Andrea Bertulessi e dal dott. Vittorio Anfossi, ed è sempre inserita all’interno di un percorso riabilitativo personalizzato, costruito sulle reali esigenze del paziente.

A Cosa serve la Mesoterapia in Fisiatria

In ambito fisiatrico, la mesoterapia trova indicazione in numerose condizioni caratterizzate da dolore e infiammazione locale. In particolare, può essere utile in caso di:

Il principale obiettivo è quello di controllare il dolore e l’infiammazione locali, permettendo al paziente di muoversi meglio e di affrontare la fisioterapia in modo più efficace e precoce.

Perché la Mesoterapia è Utile nel Percorso Fisioterapico

Uno dei grandi vantaggi della mesoterapia fisiatrica è la sua azione locale e mirata.
Il farmaco viene rilasciato direttamente nell’area interessata, con diversi benefici:

Per questo motivo, la mesoterapia rappresenta un valido alleato della fisioterapia, soprattutto nei pazienti che, a causa del dolore, faticano a eseguire correttamente esercizi e trattamenti riabilitativi.

Come si Svolge una Seduta di Mesoterapia Fisiatrica

La seduta di mesoterapia viene eseguita in ambulatorio medico, in condizioni di assoluta sterilità, dal fisiatra.

Il trattamento prevede:

La procedura è generalmente rapida, ben tollerata e non richiede tempi di recupero, permettendo al paziente di riprendere le normali attività quotidiane.

Quali Farmaci Vengono Utilizzati

In fisiatria vengono impiegati farmaci selezionati per la loro azione:

La scelta del farmaco è sempre personalizzata e avviene solo dopo una valutazione medica approfondita, considerando la patologia, la storia clinica del paziente ed eventuali allergie.

Dopo Quanto Tempo si Vedono i Benefici

Molti pazienti riferiscono un miglioramento già dopo le prime sedute.
In genere viene programmato un ciclo di 4–8 sedute, sempre integrato con la fisioterapia.

È importante sottolineare che la mesoterapia non sostituisce la riabilitazione, ma ne aumenta l’efficacia, soprattutto nelle fasi iniziali o nei quadri dolorosi persistenti.

Effetti Collaterali e Sicurezza

Se eseguita da un medico esperto, la mesoterapia fisiatrica è una procedura sicura.
Gli eventuali effetti collaterali sono generalmente lievi e transitori, come:

Gli effetti sistemici sono rari, grazie alle basse dosi di farmaco utilizzate.

Controindicazioni

La mesoterapia non è indicata in presenza di:

Per questo motivo, la valutazione fisiatrica preliminare è sempre indispensabile.

Mesoterapia e Riabilitazione: un Approccio Integrato

Alla FisioClinic – Centro Colombo Genova, la mesoterapia viene spesso associata a:

Questo approccio integrato consente di ridurre il dolore, migliorare la funzionalità e accelerare il recupero, ottimizzando l’intero percorso riabilitativo.

Il Ruolo del Fisiatra

La mesoterapia non è un trattamento standardizzato, ma una scelta clinica mirata.

I fisiatri della FisioClinic, Andrea Bertulessi e Vittorio Anfossi, si occupano di:

Mesoterapia Fisiatrica alla FisioClinic – Centro Colombo Genova

Un trattamento medico mirato, sicuro e integrato, basato su evidenze cliniche e inserito in un percorso riabilitativo completo, al servizio del tuo recupero funzionale.

Se vuoi, nel prossimo messaggio posso:

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