A cosa Serve Davvero lo Stretching Oggi? Cosa Dicono le più Recenti Evidenze Scientifiche?
Introduzione allo Stretching
Evidenze scientifiche aggiornate e applicazioni in fisioterapia
Lo stretching è da sempre uno degli strumenti più utilizzati in ambito sportivo, riabilitativo e preventivo.
Per anni è stato considerato una pratica “universale”: utile per prevenire infortuni, migliorare la postura, favorire il recupero dopo l’allenamento e aumentare la performance.
Ma cosa dice oggi la scienza?
Nel 2025 è stato pubblicato un importante Delphi Consensus internazionale sul Journal of Sport and Health Science, che ha coinvolto 20 esperti di livello mondiale per fornire raccomandazioni pratiche basate sulle evidenze scientifiche sull’utilizzo dello stretching.
I risultati aiutano finalmente a fare chiarezza, distinguendo ciò che è supportato dalla letteratura da ciò che è ancora privo di prove solide.
Quando lo Stretching è Realmente Raccomandato
Aumento del Range of Motion (ROM)
È l’obiettivo con la più forte evidenza scientifica.
Fase acuta
- 2 serie da 5–30 secondi
- Tutte le tipologie di stretching (statico, dinamico, PNF)
Fase cronica
- 2–3 serie da 30–120 secondi
- Stretching statico e PNF
Lo stretching è efficace nel migliorare l’ampiezza di movimento, soprattutto se inserito in programmi strutturati e ripetuti nel tempo.
Riduzione della Rigidità Muscolare
Fase acuta
- Circa 4 minuti totali di stretching statico
Fase cronica
- Circa 10 minuti
- 5 giorni a settimana
- Per almeno 3 settimane
Utile nei soggetti con rigidità percepita, ridotta mobilità articolare o in fase riabilitativa.
Ottimizzazione del Sistema Vascolare
(non come strategia primaria)
Fase acuta
- Circa 7 minuti di stretching statico
Fase cronica
- 7 minuti
- 5 giorni a settimana
- Per almeno 4 settimane
Può essere utile in popolazioni specifiche (anziani, soggetti sedentari, persone con diabete di tipo 2) che non possono svolgere esercizio fisico più intenso.
Aumento della Forza: Ruolo Secondario
Fase cronica
- 15 minuti
- 5 giorni a settimana
- Per almeno 6 settimane
- Stretching statico ad alta intensità (HI-SS)
Non rappresenta una strategia primaria per l’aumento di forza o massa muscolare, ma può essere un’alternativa in soggetti impossibilitati all’allenamento di forza.
Quando lo Stretching non è Raccomandato
Prevenzione degli infortuni
La letteratura mostra ancora elevata incertezza, soprattutto per lo stretching statico.
Non può essere considerato uno strumento efficace di prevenzione primaria.
Correzione di Squilibri Muscolari e Postura
Non sono stati dimostrati effetti significativi.
Gli squilibri muscolari e le alterazioni posturali richiedono esercizio attivo, controllo motorio e carico progressivo, non solo stretching.
Recupero Post-Esercizio
Non emergono benefici clinicamente rilevanti.
Lo stretching non migliora il recupero muscolare dopo l’allenamento rispetto ad altre strategie.
Cosa Significa Tutto Questo in Fisioterapia
Alla FisioClinic – Centro Colombo di Genova, lo stretching non viene utilizzato in modo automatico, ma:
- inserito solo quando esiste un razionale clinico chiaro
- adattato alla fase (acuta o cronica)
- combinato con esercizio terapeutico, carico progressivo e rieducazione del movimento
- personalizzato sulla persona, non sulla sola diagnosi
Lo stretching non è inutile, ma non è una soluzione universale.
Conclusione
Lo stretching oggi va interpretato per ciò che realmente è:
- efficace per mobilità articolare e rigidità muscolare
- utile in popolazioni selezionate
- non sufficiente per postura, prevenzione degli infortuni e recupero
- sempre da integrare in un percorso riabilitativo attivo
La fisioterapia moderna non si basa su tradizioni, ma su evidenze scientifiche aggiornate e scelte cliniche mirate.
Riferimento Scientifico
Warneke K, Thomas E, Blazevich AJ, et al.
Practical recommendations on stretching exercise: A Delphi consensus statement of international research experts.
Journal of Sport and Health Science, 2025;14:101067.
PMID: 40513717
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